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Pep Guardiola lascia la panchina del City, ma non è un addio

Pep Guardiola (Foto X Manchester City)

L’addio ufficiale dopo 10 anni e 20 trofei. Con citazione degli Oasis

Dieci anni. Venti trofei. E un’uscita con citazione degli Oasis. Pep Guardiola lascia il Manchester City a fine stagione. Lascia solo la sua panchina in realtà per sedersi sulla poltrona di Ambasciatore mondiale del City Group.

L’annuncio è arrivato ore prima della conferenza stampa già programmata, trasformando l’ultima giornata di campionato in una cerimonia di commiato. FA Cup e Carabao Cup già in bacheca quest’anno, a rendere il saluto meno amaro.

 

Nel messaggio sul sito del club, Guardiola ha ricordato la sua prima intervista a Manchester – con Noel Gallagher, naturalmente – e ha chiuso il cerchio citandola di nuovo: “Siate felici, in fondo gli Oasis sono tornati insieme”.

Guardiola resterà nel sistema come Global Ambassador del City Football Group, ovvero consigli tecnici, progetti specifici, collaborazioni. Il legame si trasforma, non si spezza. È la versione istituzionale del “restiamo amici”, al di là delle suggestioni esterne.

Il presidente Khaldoon Al Mubarak ha parlato di “onestà e fiducia” come fondamenta del decennio condiviso, e di un’evoluzione del club “da cui non si torna indietro”. È una frase che non descrive solo ciò che Guardiola ha vinto, ma ciò che ha cambiato strutturalmente. Un City prima di Pep e un City dopo Pep sono due entità distinte. Questo è il lascito che sopravvive ai trofei.

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