Non contestata l’aggravante di terrorismo
Salim El Koudri non ha risposto alle domande del gip di Modena durante l’udienza di convalida del fermo dopo la strage avvenuta sabato 16 maggio nel centro della città emiliana, quando con la sua auto ha travolto sette persone lungo la via Emilia.
Il 31enne, assistito dall’avvocato Fausto Gianelli, è accusato di strage e lesioni aggravate dall’uso del coltello, contestate dalla Procura di Modena guidata dal procuratore Luca Masini insieme alla pm Monica Bombana. Al termine dell’udienza, la Procura ha chiesto la conferma della custodia cautelare in carcere. Il giudice per le indagini preliminari si è riservato la decisione, attesa nelle prossime ore. Nel frattempo El Koudri resta detenuto in isolamento.
“Mi dispiace davvero che sia finita così”, ha detto il 31enne al suo difensore dopo aver ricostruito nuovamente quanto accaduto nel pomeriggio del 16 maggio. Una frase riferita dall’avvocato Gianelli all’Adnkronos. Successivamente, al termine dell’udienza di convalida, El Koudri ha aggiunto: “È giusto che io sia in carcere”.

