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L’ingegneria del futuro tra le nuove direttrici della formazione e del mercato: vincono i professionisti ibridi

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Il panorama dell’ingegneria e della consulenza IT sta attraversando una metamorfosi senza precedenti. Le analisi elaborate da agap2

Il panorama dell’ingegneria e della consulenza IT sta attraversando una metamorfosi senza precedenti. Secondo le analisi elaborate da agap2, multinazionale di consulenza operativa specializzata nel mondo dell’ingegneria e dell’IT, oggi il mercato del lavoro non premia più la semplice competenza settoriale, ma esige una visione d’insieme capace di governare una sempre maggior complessità.

I dati e l’esperienza sul campo parlano chiaro: la specializzazione verticale – naturalmente sempre fondamentale – non è più sufficiente a garantire la competitività aziendale. Le imprese faticano oggi a reperire figure ibride, ovvero professionisti in grado di leggere e interpretare sistemi complessi senza limitarsi all’ottimizzazione di un singolo segmento di processo.

L’evoluzione delle opportunità: le quattro direttrici del cambiamento. Secondo l’analisi di agap2, sono quattro gli ambiti che stanno vivendo una rivoluzione senza precedenti:

Ingegneria gestionale: dal processo alla resilienza di filiera. Il ruolo del gestionale si è allargato ben oltre l’efficientamento interno. Dopo le recenti crisi globali di approvvigionamento, le imprese non cercano più solo controllori di costi, ma strateghi capaci di ridisegnare intere filiere, rendendole resilienti e sostenibili. Emerge inoltre una nuova frontiera: la richiesta da parte di fondi di investimento e advisor industriali di profili tecnici capaci di valutare startup e progetti deep tech. Un ruolo di “analista tecnico-finanziario” che fino a pochi anni fa non esisteva in modo strutturato e che oggi è centrale per la competitività del sistema Paese.

Ingegneria biomedica: il confine labile tra ospedale e fabbrica. È il settore dove la convergenza tecnologica è più dirompente. La robotica chirurgica e i dispositivi di supporto motorio o collaborativi stanno eliminando la linea di demarcazione tra ambito clinico e produzione industriale. La carenza di professionisti capaci di operare fluidamente tra questi due mondi rappresenti oggi uno dei principali colli di bottiglia per l’innovazione del comparto med-tech in Italia.

Ingegneria meccanica: il cuore pulsante della digital transformation. Sebbene il nome richiami la tradizione, gli sbocchi occupazionali sono radicalmente mutati: grazie a digital twin, manifattura additiva e integrazione di sistemi cyber-fisici, gli ingegneri meccanici sono oggi una delle figure più richieste nei processi di trasformazione industriale.

Ingegneria aerospaziale: l’era della space economy. La crescita del comparto spaziale in Italia è, ormai, una realtà concreta. Dalla comunicazione satellitare all’osservazione della terra per scopi ambientali, il mercato è oggi profondamente diverso rispetto a dieci anni fa. La filiera italiana si è finalmente proiettata su scala internazionale, rendendo questo ambito ricco di opportunità.

Le tre tendenze che consolidano il mercato. Dall’osservatorio di agap2, emergono tre macro-tendenze destinate a dominare il prossimo triennio dal punto di vista delle opportunità professionali:

“L’attuale dinamica del mercato del lavoro nel comparto engineering – precisa Enrica Ceccato, HR director di agap2 – evidenzia un paradosso: mentre la domanda di competenze tecniche cresce, la specializzazione puramente verticale inizia a mostrare i propri limiti strutturali. La nostra analisi conferma che il vero valore aggiunto si è spostato sulla capacità di presidiare l’intersezione tra ambiti diversi. Non servono più solo esperti di singole fasi, ma professionisti capaci di leggere e governare i processi nella loro interezza. La vera sfida per il sistema formativo e per la consulenza non è più solo il semplice trasferimento di know-how tecnico, ma rappresenta lo sviluppo di una visione d’insieme che permetta di integrare filiere complesse, dalla gestione delle supply chain resilienti fino alle nuove frontiere della space economy e della robotica collaborativa. La figura ibrida, dunque, non è più un’eccezione, ma il requisito fondamentale per garantire la competitività delle imprese del nostro territorio e del sistema paese”.

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