L’accerchiamento israeliano è cominciato in acque internazionali a ovest di Cipro
Le navi della Global Sumud Flotilla sono state intercettate a 250 miglia da Gaza, in acque internazionali, dalla marina israeliana. Le 54 imbarcazioni, sono salpate giovedì dalla città turca di Marmaris in un rinnovato tentativo di rompere il blocco israeliano di Gaza. Già dalla notte scorsa, poco dopo aver annunciato il proprio ingresso nelle acque internazionali, la Flottiglia ha scritto di aver rilevato movimenti “sospetti” da parte di imbarcazioni non identificate vicino alle proprie unità. Stando ai media israeliani, sono circa un centinaio gli attivisti portati con la forza in Israele.
Tajani alle autorità israeliane: “Garantire la sicurezza degli attivisti italiani sulle navi della Flottilla”
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha effettuato anche oggi passi diplomatici con il Governo israeliano per chiedere rassicurazioni sulle condizioni di trattamento degli attivisti italiani che potrebbero essere fermati dalle IDF.
Tajani ha chiesto all’Unità di Crisi, alle Ambasciate d’Italia a Tel Aviv, Ankara e Nicosia di effettuare tutti i passi necessari per tutelare l’incolumità degli italiani e assisterli in caso di sbarco. L’Ambasciatore d’Italia a Tel Aviv ha avuto un ulteriore contatto con le autorità israeliane questa mattina per garantire la sicurezza degli italiani. La Farnesina continua a seguire l’evoluzione della situazione.
Flotilla chiede alla Tunisia il rilascio dei sette attivisti arrestati
La Global Sumud Flotilla (Gsf) lancia un appello al governo della Tunisia a “ritirare immediatamente tutte le accuse” contro i propri organizzatori “detenuti e a rilasciarli senza ulteriori indugi”.
La richiesta alle autorità tunisine giunge mentre, centinaia di miglia più a est, vengono arrestati anche altri attivisti della Gsf da parte di Israele, che nella mattinata ha intercettato le barche della seconda missione partita giovedì dalla Turchia. La Flotilla, forte dell’attenzione mediatica internazionale, ricorda che “la partenza della Sumud Flotilla 2 era prevista per aprile/maggio 2026 dalla Tunisia. A febbraio 2026 gli organizzatori sono stati informati che [tale partenza] veniva bloccata dalle autorità. Poco dopo, sette organizzatori della fottiglia, tra cui due membri del comitato direttivo globale, sono stati arrestati con accuse inconsistenti e infondate. Contro di loro sono state mosse false accuse di tipo finanziario e sono stati arrestati a marzo”.
Wael Naouar, sua moglie Jawaher Channa, insieme a Nabil Chennoufi, Mohamed Amine Bennour, Sana M’hidli, Ghassen al Hanchiri e Ghassen Boughediri sono stati accusati di aver messo in piedi un sistema di “riciclaggio di denaro internazionale” in merito alla raccolta fondi avviata per sostenere le spese della seconda missione della Gsf. Lo scorso 16 marzo i giudici hanno confermato la detenzione cautelare in attesa del processo.

