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Fuori “Hirundini”, il nuovo singolo di Hiram Salsano e Marcello De Carolis

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Fuori “Hirundini”, il nuovo singolo di Hiram Salsano e Marcello De Carolis, accompagnato dal videoclip ufficiale, brano che nasce da una rilettura della tradizione orale del Sud

A partire da oggi è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali “Hirundini”, il nuovo singolo di Hiram Salsano e Marcello De Carolis, accompagnato dal videoclip ufficiale. Il brano, che anticipa il disco in uscita nelle prossime settimane, nasce da una rilettura della tradizione orale del Sud Italia che non si limita a conservarla, ma la rimette in movimento all’interno di un linguaggio sonoro contemporaneo. Al centro della scrittura, il dialogo tra voce e chitarra battente, elementi portanti dell’intera architettura musicale.

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“Hirundini” si apre con una costruzione vocale che richiama il suono della zampogna, realizzata da Hiram Salsano su un ostinato di chitarra battente di Marcello De Carolis, da cui prende forma una struttura articolata in tre strofe e tre ritornelli, in progressiva crescita dinamica: la chitarra evolve da un impianto essenziale a un arpeggio fino a uno strumming più energico, mentre si stratificano loop vocali ed elementi ritmici. «“Hirundini” nasce dal desiderio di rimettere in movimento la tradizione, non come qualcosa da custodire in modo statico, ma come una materia viva, capace di trasformarsi e generare nuove possibilità. Abbiamo lavorato sulla relazione tra voce e chitarra battente — raccontano Hiram Salsano e Marcello De Carolis — come se fossero un unico organismo sonoro: all’inizio c’è un respiro minimo, quasi arcaico, che richiama la zampogna, poi tutto si apre, cresce, si stratifica, fino a diventare qualcosa di più fisico ed espansivo. Ci interessava costruire un flusso continuo, in cui nulla si ripete davvero allo stesso modo, ma ogni passaggio porta con sé una variazione, uno scarto, una tensione. Anche il ritornello, con “comme na paccia”, è un punto di equilibrio instabile: può essere un gesto di liberazione, ma anche una frattura rispetto a ciò che viene considerato normale. In questo senso, il brano è un attraversamento, un andare e tornare — come la rondine — tra radice e trasformazione, tra memoria e presente».

La scrittura melodica, di matrice modale (lidio), evita la ripetizione identica delle strofe, generando una sensazione di flusso continuo, mentre il ritornello ruota attorno alla frase “comme na paccia” (“come una pazza”), immagine ambivalente che oscilla tra liberazione e rottura delle convenzioni, mettendo in discussione una normalità rigida e codificata; il titolo richiama la rondine, figura simbolica di partenza e ritorno, che attraversa l’intero progetto come chiave narrativa e concettuale, mentre dal punto di vista sonoro l’arrangiamento integra strumenti della tradizione popolare — tra cui tamburello e cupa cupa — non in senso filologico ma performativo, esplorandone le possibilità timbriche all’interno di una scrittura contemporanea.

Il videoclip, girato nei calanchi lucani e diretto da Vito D’Andrea, amplifica visivamente i temi del brano attraverso un paesaggio essenziale e quasi lunare. Accanto a elementi della tradizione popolare — come il rito dell’affascino lucano, legato a pratiche simboliche e alla cultura magico-rituale del Sud studiata da Ernesto De Martino — il video introduce gesti di rottura con la contemporaneità: Hiram Salsano distrugge un cellulare come atto di liberazione dal dispositivo tecnologico, mentre le danzatrici del gruppo Balla taranta mia e di Lucia e Sofia Dance reinterpretano il corpo in modo non codificato, tra movimento libero, ironia e auto-decostruzione estetica. Il risultato è un immaginario che mette in relazione tradizione, ritualità e presente, costruendo una narrazione visiva sulla libertà intesa come disordine creativo, espressione e trasformazione.

Il brano è stato registrato e mixato da Marcello De Carolis presso il MaDe Sound Studio di Potenza, con mastering curato da Alessandro Luvarà allo SpainAudio Studio di Molochio (RC), mentre il mix in Dolby Atmos è stato realizzato da Sabino Cannone presso il MoReVox a Milano. Le fotografie sono firmate da Vito D’Andrea e la grafica è a cura di Iconica Plexa (Salerno); il singolo è pubblicato dall’etichetta MaDe Sound Records. Il videoclip, girato nei calanchi lucani, porta la regia, le riprese e il montaggio dello stesso Vito D’Andrea e vede la partecipazione delle danzatrici Maria Anna Nolè insieme al corpo di danza Balla taranta mia e al gruppo di Lucia e Sofia Dance.

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