Site icon Corriere Nazionale

“Al centro di tutto, lontano da tutto”: lo spaesamento del nuovo EP di Roberto Casanovi

musica

“Al centro di tutto, lontano da tutto”: lo spaesamento del nuovo EP di Roberto Casanovi – Non cercare di sopravvivere ad un presente incerto, attraversalo

Al centro di tutto, lontano da tutto è il resoconto di un’estate di sensazioni frammentarie. Roberto Casanovi fotografa slanci collettivi e ripiegamenti individuali in un EP onesto e incisivo in cui riecheggiano sprazzi di un claustrofobico indie-rock lo-fi.

L’EP nasce da una frattura: un’estate vissuta con la sensazione di essere al centro delle cose, poi il brusco ritorno alla distanza. Nel giro di poche settimane, l’orbita si affievolisce e lascia spazio a percezioni opposte: dispersione, paura, immobilità. È in questo scarto che Roberto Casanovi cerca di orientarsi in un mondo privo di coerenza, senza tuttavia cedere alla tentazione di semplificare.

Al centro di tutto, lontano da tutto è un lavoro costantemente in bilico tra il desiderio di sottrarsi e quello di restare. Le canzoni si muovono, scegliendo il loro posto come frammenti di ricordi che riaffiorano tramite immagini: la croce al collo, lo zaino pronto per il festival, le lettere del militare. Il filo che le unisce è teso tra una dilagante rassegnazione e una fervida resistenza alla vita che, nonostante tutto, è ancora in grado di regalarci quelle tre o quattro cose che ancora ci piacciono.

Nei 5 brani dell’EP resta intatta la cifra stilistica di Roberto Casanovi: la voce smorzata e compressa, contribuisce al senso di smarrimento raccontato nei testi. Un amore come questo smonta l’idea romantica delle coppie: presentarsi ubriachi e vomitarsi sulle scarpe, vantarsi delle proprie cicatrici, i silenzi in ascensore. Un’istantanea dinamica e tossica delle relazioni in cui vince l’egoismo, che si conclude con un respiro di chitarra elettrica liberatorio. Il pianoforte di Futuro introduce una gentrificazione stanca, simbolo di uno scivolamento verso l’oblio, la quale viene alimentata da Festival, retta invece da un persistente riff di chitarra che amplifica l’inadeguatezza di chi subisce apaticamente il mondo intorno a sé.

Di fronte a un orizzonte incerto, il rifugio diventa l’individualismo, un ritorno a ciò che è familiare mentre il tempo continua a scorrere indisturbato. L’unica possibile apertura emerge con Lontano da tutto, brano di chiusura che canta immagini di resistenza e partecipazione, segnali che incrinano l’idea di impotenza diffusa. Il brano è un crescendo emotivo, sorretto da una strumentale dai colori più chiari, che sfocia in un finale corale, quasi un grido condiviso.

Al centro di tutto, lontano da tutto non è una sintesi. È piuttosto un tentativo di stare dentro la complessità, accettando il paradosso di sentirsi frammentati, contemporaneamente coinvolti e distanti. Un lavoro che rinuncia alla postura del commento per farsi attraversamento: personale, imperfetto, sicuramente ancora vivo. Il nuovo EP di Roberto Casanovi.

Exit mobile version