Il ministro dell’ambiente e della Sicurezza energetica: “La questione che abbiamo al momento non è quantittiva ma è di prezzo”
Per quel che riguarda lo stretto di Hormuz, “se questa situazione di blocco dovesse durare tempi molto lunghi, cambierebbe completamente il quadro geopolitico e naturalmente il quadro di mercato“. Gilberto Pichetto, ministro dell’ambiente e della Sicurezza energetica, lo dice a RDS. L’Italia per quanto riguarda la parte petrolifera da Hormuz riceve “praticamente quasi nulla – spiega Pichetto – per quanto riguarda il gas, che è uno degli elementi fondamentali della nostra produzione energetica, dipendeva per circa il dieci per cento complessivo, circa sei miliardi di metri cubi che le compagnie che avevano contratti con il Qatar hanno già rimpiazzato con GNL che proviene da altre parti del mondo”.
Dunque, “la questione che noi abbiamo al momento non è quantitativa, ma è di prezzo“, segnala il ministro, “perché è chiaro che dal Golfo Persico dipendono tanto i Paesi dell’Asia, Cina, Corea del Sud, Giappone e, naturalmente, trovandosi con questa offerta che vede mancare circa un 20% a livello mondiale si sono riversati sugli altri mercati. E quindi hanno fatto salire i prezzi di quelle opportunità”. Infine, per quel che riguarda il trasporto aereo, “l’Italia ha una domanda di jet fuel di circa cinque miliardi, cinque milioni di tonnellate anno, e metà ce la produciamo, perché abbiamo le raffinerie in grado di produrlo”, spiega Pichetto, “la realtà è la mancanza complessiva a livello europeo e mondiale perché metà del jet fuel del mondo proviene dal Golfo Persico. Quindi il rischio di trovarci fra qualche mese in grande difficoltà, o comunque le compagnie in grande difficoltà, c’è. Nel senso di trovarsi con i serbatoi d’Italia dove ce n’è, ma se devono partire da Londra piuttosto che da Parigi, non potrebbero trovarlo”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

