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Il Kiran Nadar Museum of Art (KNMA) presenta “Nalini Malani – Of Woman Born”

nalini malani

Il Kiran Nadar Museum of Art (KNMA) presenta “Nalini Malani – Of Woman Born”. Fino al 22 novembre ai Magazzini del Sale, Venezia

Il Kiran Nadar Museum of Art (KNMA) presenta Nalini Malani – Of Woman Born, una grande commissione site-specific e Evento Collaterale ufficiale della 61ª Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia.

A cura della Direttrice Artistica e Curatrice capo del KNMA Roobina Karode, la mostra trasforma gli storici Magazzini del Sale in una “camera della memoria” fatta di suoni e immagini in movimento. Estensione della pionieristica serie Animation Chamber (2017–oggi) di Nalini Malani, l’installazione site-specific presenta 67 animazioni in continuo mutamento che meditano sulle intersezioni tra mito, trauma femminile e conflitto globale.

Nalini Malani – Of Woman Born è una riflessione profonda sul mito greco di Oreste — il figlio che uccise la madre, Clitennestra, per vendicare la morte del padre Agamennone. Pur perseguitato dalle Furie, Oreste fu salvato dalla dea Atena. Sovrapponendo la mitologia antica al contesto dei conflitti globali contemporanei, Malani riflette sui temi della responsabilità maschile e del peso della violenza patriarcale che grava sulle donne. Le sue opere ampliano queste riflessioni affrontando l’impatto di genere della violenza della guerra e l’assenza delle voci di donne e bambini — i gruppi più colpiti — da questi dibattiti globali.

Attraverso nove canali di proiezione, Of Woman Born conduce il visitatore in un profondo ambiente immersivo e oscuro, immerso in immagini in movimento. Figure mitiche, disegni, silhouette, testi fluttuanti e apparizioni rifiutano di stabilizzarsi in una narrazione unica e coerente. Un paesaggio sonoro perturbante, della durata di venti minuti, attraversa lo spazio sovrapponendo passato e presente, mito e memoria, giustizia e impunità. Lo spettatore è invitato in questo spazio inquietante non per risolvere la storia di Oreste, ma per attraversarne le sopravvivenze e ascoltare le donne espropriate, le cui storie silenziate ritornano qui con una richiesta urgente di essere ascoltate.
Proiettate direttamente sulle pareti salinizzate, 67 animazioni in stile graffiti — composte da oltre 33.000 disegni individuali realizzati su iPad — vibrano, brillano e si muovono. Rinunciando allo stilo digitale in favore della fisicità delle proprie dita, Malani tratta il disegno come una forma di crescita cellulare, in cui le immagini evolvono e si separano come organismi viventi, lasciando spazio anche a pause e momenti che evidenziano la “leggerezza dell’essere”, elementi che l’artista considera essenziali non solo per la fruizione dell’opera, ma per la vita stessa.

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