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Agenti e impiegati pubblici vendevano dati su vip e impenditori. Gratteri: “C’era un tariffario”

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La procura di Napoli ha emesso 29 misure cautelari

La procura di Napoli ha smantellato un’organizzazione criminale che accedeva abusivamente alle banche dati istituzionali e rivendeva le informazioni ad agenzie investigative private: 29 misure cautelari. Ci sono anche personaggi dello spettacolo,  della finanza, dell’imprenditoria e del mondo del calcio, oltre a diverse società per azioni, tra i soggetti vittime dell’acquisizione illegale. “Scavavano nella vita privata, nella vita lavorativa e nella vita di relazione delle vittime”, illustra il procuratore di Napoli Gratteri.

Nicola Gratteri

Ci sono stati 1,5 milioni di accessi abusivi

C’era un tariffario, dai 6 euro ai 25 euro. Ad agire, in cambio di soldi, erano due membri delle forze dell’ordine che usavano le loro password per estrarre i dati: è dal loro massivo accesso (730mila accessi, 600mila uno e 130mila l’altro) che è partita l’indagine. Oltre a loro, pubblici ufficiali e impiegati di pubblico servizio, infedeli ovviamente, che avevano accesso alle banche dati come il Dis del Ministero degli Interni, la banca dati dell’INPS o all’Agenzia delle entrate. Ci sono almeno 10 società, anche dislocate al Nord e in Emilia, che quasi quotidianamente richiedevano informazioni, era un lavoro frenetico. In pochissimo tempo ci sono stati 1,5 milioni di accessi abusivi” spiega il procuratore Nicola Gratteri.

È stato anche “sequestrato un server importante all’interno del quale ci sono, pensiamo, più di un milione di Dati conservati” prosegue Gratteri.

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