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Stasi ai pm: “Chiara non mi aveva detto nulla di Sempio. Non sapevo chi fosse”

Alberto Stasi

Le risposte nell’interrogatorio del 20 maggio 2025: “Non lo avevo mai visto né sentito”

“Prima di leggere le Sit messe a disposizione dalla procura di Vigevano non sapevo che esistesse una persona che si chiamava Andrea Sempio“. Davanti ai magistrati, Alberto Stasi ha spiegato che lui Andrea Sempio non lo conosceva, non sapeva nemmeno chi era. Fino a che non ha incontrato il suo nome nelle carte dell’inchiesta di Garlasco, riaperta un anno e mezzo fa nella convinzione che il vero assassino non fosse lui, condannato in via definitiva nel 2015.

Stasi lo ha detto durante l’audizione del 20 maggio 2025 in Procura, in cui ha anche spiegato di non aver saputo da Chiara nulla a proposito di chiamate sospette o del fatto che ci fosse qualcuno che la importunava. Quelle tre chiamate di pochissimi secondi, fatte da Andrea Sempio il 7 e 8 agosto a casa Poggi quando in casa c’era solo Chiara, invece, per gli inquirenti sono qualcosa che ha a che vedere con il delitto. Forse un tentativo di approccio con la vittima. Ma Chiara, invece, non gli aveva detto nulla. Stasi osserva: “Se in quel momento l’avesse reputato importante magari me l’avrebbe detto“. Cosa che anche Marco Poggi, il fratello della vittima, ha effettivamente detto durante l’audizione di un anno fa: se Chiara fosse stata preoccupata, lo avrebbe detto al fidanzato.

All’audizione di Alberto Stasi era presente anche il procuratore Fabio Napoleone in persona, che gli ha chiesto se lui ha mai avuto sospetti su Andrea Sempio: Stasi risponde di ‘no’. E dice: “Mai visto, mai sentito, confermo che prima di leggere quelle Sit non sapevo neanche esistesse“. la ‘storia’ della scontrino del parcheggio, però, spiega di averla trovata piuttosto anomala: “Mi aveva personalmente incuriosito, insospettito la questione dello scontrino, mi aveva lasciato un po’ sorpreso, perché io normalmente non conservo uno scontrino del parcheggio per anni e lo esibisco al bisogno”.

Sempio consegnò quel famoso ticket ai Carabinieri che lo sentirono nell’ottobre del 2008, quando era stato indagato per la prima volta per il delitto. Quel giorno, disse che il giorno del delitto era andato a Vigevano in libreria (trovandola chiusa) e spiegò che a casa si erano ritrovati questo scontrino e lo avevano conservato. La cosa stupì un po’ tutti. L’audizione venne interrotta e Sempio andò a prenderlo a casa accompagnato dai Carabinieri. Nel tempo, questa circostanza è risultata sempre più strana agli occhi degli inquirenti, e più che un alibi (non richiesta) è diventata un’arma a doppio taglio.

Quanto a possibili avances, l’unico accenno che Stasi fece fu a un collega di lavoro di Chiara Poggi, che forse aveva manifestato un qualche interesse per la ragazza di cui lui era a conoscenza. Su questo convergono anche le parole di una delle sorelle Cappa.

Ecco invece cosa dice Stasi a proposito delle telefonate. “Chiara gliel’ha riferito?”, chiede il procuratore. “No… non me l’ha riferito. Se in quel momento l’avesse reputato importante magari me l’avrebbe detto. Non saprei dire, dare un motivo del perché”. Chiara gli aveva mai parlato di Sempio? “No, no”.

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