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Scuola in protesta contro la riforma Valditara e la guerra: cortei e presidi in 50 città

Giornata di sciopero nazionale che vede unito il fronte allargato di docenti, personale Ata, studenti universitari e delle superiori

Studenti, docenti e personale Ata in piazza contro la riforma Valditara sugli istituti tecnici e professionali, ma anche contro i tagli all’istruzione e contro la guerra, al grido “fuori le aziende belliche dalle nostre aule”.
Manifestazioni e cortei a Roma, Milano, Torino Bologna, e ancora a Genova, Siena, Prato: in 50 città di Italia iniziative e proteste questa mattina, giovedì 7 maggio, di alcune sigle sindacali e studentesche del mondo della scuola. Lo sciopero indetto in tutto il paese da Flc Cgil, Cobas Scuola, Usb Pubblico Impiego e Cub Sur contro il riordino dei percorsi quinquennali, vede unita in prima fila la “rete nazionale degli Istituti Tecnici”. In molte città si uniscono allo sciopero gli studenti delle scuole secondarie e dei collettivi universitari.

A ROMA STUDENTI IN PROTESTA CONTRO VALDITARA E IL SOTTOSEGRETARIO USA

Nella Capitale cortei con bandiere cubane e striscioni contro Marc Rubio, il sottosegretario americano in visita oggi in Italia. Ma anche fiori infilati nei fucili giocattolo davanti al ministero dell’Istruzione: queste le immagini della protesta degli studenti nella giornata di sciopero della scuola. A mobilitare studenti e docenti una lunga serie di motivazioni: la riforma degli istituti tecnici, le prove Invalsi ma anche le politiche del governo Meloni, ritenute vicine al riarmo e alla militarizzazione. In corteo gli studenti dei licei e delle università romane lanciata da Osa e Cambiare Rotta.
La mattinata si è aperta con un presidio di alcune centinaia di studenti a Roma davanti alla sede del Ministero dell’Istruzione e uno davanti all’adiacente Ministero dell’Università. La protesta si è poi sviluppata in un corteo unico, concordato con le forze dell’ordine, per raggiungere simbolicamente Invalsi e Anvur, i due istituti di valutazione scolastica e universitaria. Nel corteo hanno sfilato anche numerose bandiere della Palestina e di Cuba. Tra gli striscioni: “Valditara nemico del popolo”, “Valditara il tempo è scaduto”, ma anche “Via Rubio da Roma, Cuba non è sola”.

A BOLOGNA IN 200 IN CORTEO, ALLA MANIFESTAZIONE STUDENTI DI SUPERIORI, ATENEO E ANCHE USB

Studenti in corteo questa mattina a Bologna in occasione dello sciopero della scuola per protestare contro il Governo Meloni e la riforma degli istituti tecnici del ministro Giuseppe Valditara. Sono circa 200 i giovani in strada, partiti dal Rettorato e diretti verso la Prefettura. In questi minuti bloccano il traffico in via Irnerio. Insieme agli studenti delle superiori ci sono anche i collettivi universitari, che prima di incamminarsi hanno fatto un blitz in Ateneo per chiedere un incontro al rettore Giovanni Molari. Tre i punti sollevati dalla sigla Cambiare Rotta: la copertura totale delle borse di studio; la revoca del Nato model event; la contrarietà al bando ministeriale che premia le tesi di laurea sulla sicurezza nazionale. Le porte del Rettorato sono però rimaste sbarrate.

Alla manifestazione partecipano anche i rappresentanti di Usb Cobas, che si sono uniti al corteo dopo un presidio davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale, per protestare anche contro i test Invalsi. Dal corteo partono slogan, e anche qualche insulto, all’indirizzo del Governo Meloni, di cui si chiedono le dimissioni anche per le politiche di sicurezza attuate e per le posizioni assunte rispetto alle crisi internazionali. In manifestazione sventolano le bandiere della Palestina e anche quella di Cuba. “Marco Rubio fuori dall’Italia”, gridano i giovani in protesta, riferendosi alla presenza del segretario di stato americano a Roma in questi giorni. Per Cambiare Rotta lo sciopero di oggi è un “grande successo”.

NAPOLI, RICCI (CGIL NAPOLI E CAMPANIA): “LA RIFORMA DEGLI ISTITUTI TECNICI È SBAGLIATA”

Presidi e mobilitazioni di protesta anche a Napoli. “Il governo sceglie, come sempre, la via breve. Invece di fare riforme nel merito, decide di intervenire sull’abbattimento dei costi e si inventa la penalizzazione degli istituti tecnici”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo a margine del presidio promosso davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale dalla Flc Cgil Campania, in occasione dello sciopero nazionale indetto dalla categoria contro la riforma degli istituti tecnici.
“Ricordo che per la nostra città e per la Campania – ha aggiunto – molti ministri di questo governo ritengono centrale una filiera che funzioni tra il mondo della scuola e il mondo delle imprese. Invece, con questa riforma, si va proprio in direzione opposta. Noi ridisegniamo un piano formativo non in funzione di un’idea generale di lavoro e di produttività, ma solo in base alle esigenze delle aziende in loco. Io penso che una riforma basata sui tagli, sulla carenza di personale, sull’assenza di un’idea di formazione che guardi ai temi contingenti del momento, sia assolutamente sbagliata”.

“I punti critici di questa riforma – secondo il segretario generale della Flc Cgil Napoli e Campania, Ottavio De Luca – sono chiarissimi, anche agli studenti e alle famiglie. Di fatto si propone una riforma per ammodernare, per modernizzare e per guardare al futuro, ma è una riforma che nasconde dei tagli sugli organici ma anche sull’offerta formativa che diventerebbe più scadente. Alcune materie importanti, come fisica e chimica, vengono accorpate. Non si guarda al futuro, quindi, ma si pensa a tagliare. Noi chiediamo di sospendere questa riforma, di non applicarla per il 2026/27, di poter discutere salvaguardando sia l’aspetto didattico, che è importantissimo, sia il livello occupazionale”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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