Crisi epilettiche all’esordio: possibile segnale precoce di neoplasia secondo i risultati di uno studio danese
Un ampio studio di popolazione suggerisce che le crisi epilettiche di prima insorgenza possano rappresentare un segnale precoce non solo di tumori cerebrali, ma anche di neoplasie sistemiche, con implicazioni rilevanti per la pratica clinica.
Le crisi epilettiche di prima insorgenza rappresentano un evento clinico relativamente frequente nella pratica medica e sono tradizionalmente associate a patologie neurologiche acute o croniche. Tuttavia, nuove evidenze suggeriscono che tali manifestazioni possano essere anche correlate a condizioni sistemiche più complesse, tra cui neoplasie occulte.
Uno studio osservazionale condotto su larga scala in Danimarca ha analizzato l’associazione tra primo episodio epilettico e rischio di diagnosi oncologica, evidenziando un incremento significativo dell’incidenza di tumori nei mesi e negli anni successivi.
Disegno dello studio e popolazione analizzata
L’analisi, pubblicata su JAMA Neurology, ha incluso quasi 50.000 pazienti adulti con una prima crisi epilettica registrata tra il 1996 e il 2022, senza precedente diagnosi di tumore.
L’età mediana alla diagnosi era di 51,5 anni e circa il 41% dei partecipanti era di sesso femminile. I pazienti sono stati seguiti nel tempo per identificare eventuali diagnosi oncologiche, con esclusione dei tumori cutanei non melanoma.
Aumento del rischio oncologico nel primo anno
Nel primo anno successivo alla crisi epilettica, il rischio assoluto di sviluppare un tumore è risultato pari al 4,1%. In particolare, il rischio di tumori neurologici è stato del 2,4%, con un rapporto standardizzato di incidenza (SIR) pari a 76,1 rispetto alla popolazione generale.
Per i tumori non neurologici, il rischio assoluto è stato dell’1,7%, con un SIR di 2,32. Questi dati indicano un incremento significativo del rischio oncologico, soprattutto nel breve termine.
Secondo Henrik Toft Sørensen, autore principale dello studio, «le crisi epilettiche possono rappresentare un segnale precoce di neoplasia, soprattutto nelle fasi iniziali o avanzate della malattia».
Rischio a lungo termine e numero necessario da indagare
L’aumento del rischio oncologico non si limita al primo anno. Tra 1 e 5 anni, il rischio assoluto di tumore è risultato del 3,5%, mentre tra 5 e 20 anni ha raggiunto il 13,4%.
Un dato clinicamente rilevante riguarda il numero necessario di pazienti da valutare per identificare un caso di tumore: circa 30 pazienti con crisi epilettica di nuova insorgenza devono essere esaminati per diagnosticare un caso aggiuntivo di cancro entro un anno.
Tipologie di tumori associate
Nel primo anno, il rischio relativo più elevato è stato osservato per i tumori cerebrali, con un SIR di 98,7. Tra le neoplasie non neurologiche, i tumori polmonari e delle vie respiratorie hanno mostrato un aumento significativo del rischio, con un SIR di 5,94.
Sono stati inoltre osservati aumenti rilevanti per metastasi e tumori linfonodali non specificati, suggerendo una possibile associazione con malattia avanzata o disseminata.
Meccanismi fisiopatologici
Le crisi epilettiche associate a tumori cerebrali possono essere spiegate da diversi meccanismi, tra cui l’alterazione dei circuiti neuronali, l’infiammazione peritumorale, l’aumento della pressione intracranica e la maggiore eccitabilità neuronale.
Per quanto riguarda i tumori non neurologici, gli autori ipotizzano che l’associazione possa essere mediata dalla presenza di metastasi cerebrali, particolarmente frequenti nei tumori polmonari e gastrointestinali.
Come evidenziato da Holly Elser, «i risultati suggeriscono che le crisi epilettiche possano essere un sintomo di esordio anche per tumori di origine non neurologica».
Implicazioni cliniche
Questi risultati suggeriscono la necessità di un approccio diagnostico più ampio nei pazienti che presentano una prima crisi epilettica, includendo la valutazione di possibili neoplasie sistemiche, soprattutto in presenza di fattori di rischio o segni clinici sospetti.
La tempestiva identificazione di una neoplasia sottostante potrebbe consentire una diagnosi più precoce e un miglioramento degli outcome clinici.
Limiti dello studio
Gli autori riconoscono alcune limitazioni, tra cui il possibile errore nella classificazione delle crisi epilettiche e la presenza di fattori confondenti non misurati. Inoltre, la mancanza di dati dettagliati sulle sedi metastatiche limita l’interpretazione dei meccanismi sottostanti.
Implicazioni per la pratica clinica
L’associazione tra crisi epilettiche di nuova insorgenza e aumento del rischio oncologico evidenzia l’importanza di considerare una valutazione sistemica nei pazienti con questo tipo di presentazione clinica.
In un contesto di medicina sempre più integrata, questi dati suggeriscono che le manifestazioni neurologiche acute possano rappresentare un’opportunità per identificare precocemente patologie oncologiche sottostanti, contribuendo a migliorare il percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti.
Fonte principale:
Pedersen AL, et al. Rischio di cancro nei pazienti con crisi epilettica al primo episodio. JAMA Neurol. 2026;DOI:10.1001/jamaneurol.2026.0894. leggi

