Silvia Salis: “Chi mi ha dato della p*****a sui social alla fine pagherà. In questi giorni abbiamo definito il risarcimento di 5.000 euro della prima delle tante querele”
“Chi mi ha dato della p*****a sui social alla fine pagherà. In questi giorni abbiamo definito il risarcimento di 5.000 euro della prima delle tante querele contro chi ha usato parole violente e degradanti nei miei confronti sui social media. È l’ora di far capire un messaggio molto chiaro: chi diffonde odio sui social deve essere punito. L’odio va trasformato in bene”. Dai social la sindaca di Genova Silvia Salis porta avanti la crociata contro gli haters che le hanno rivolto offese sessiste sui social. E annuncia in un video come utilizzerà la prima somma ottenuta come risarcimento dopo le sue denunce.
“Ho deciso che la somma versata dal primo leone da tastiera vada in beneficenza al centro antiviolenza Mascherona, all’associazione Per Non Subire Violenza e a Casa Pandora Margherita Ferro- spiega- Le altre somme, che sono certa arriveranno, saranno versate con fini analoghi” .
“LA VIOLENZA VERBALE CONTRO LE DONNE NON È UNA GOLIARDATA”
Salis fa sapere che non intende fare sconti su questa battaglia che non è solo personale. “Non possiamo fare passare il messaggio che la violenza verbale sulle donne sia una goliardata social, perché noi donne subiamo sempre una doppia violenza: a una donna non si contesta mai il ruolo che ricopre, ma come si veste, come appare, quali sono le sue scelte nella vita privata. È un modo per delegittimarci continuamente all’interno della società”. Perciò “ho fatto questa scelta perché ogni giorno donne che lavorano e operano in tutti i contesti, non solo quello pubblico e politico, subiscono questo tipo di violenza. A un uomo si dice che è uno s*****o, che è un prepotente, mentre a una donna dici che è una “Barbie” o che è una p*****a”. Questo modo di procedere “è un meccanismo tossico alimentato da uomini, ma purtroppo anche da alcune donne, che ha l’obiettivo di svilire il ruolo della donna nella società, di imporle il silenzio, di ridimensionarla”, va avanti la sindaca. Per questo, “denunciare si può e si deve, reagire si può e si deve, e i risultati di oggi sono tangibili e lo dimostrano. Anche se questa violenza passa attraverso uno schermo, continuerò a reagire e a denunciare”. In definitiva: “Continuerò a trasformare l’odio in bene per la nostra comunità”. Che può essere tradotto semplicemente in un monito: “Gli insulti sessisti non la passeranno più liscia”.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

