Per la prima volta, l’artista romagnolo si presenta come Mirco Passione Mariani. Una scelta di identità profonda che affonda le radici nella storia familiare
Per la prima volta, l’artista romagnolo si presenta come Mirco Passione Mariani. Una scelta di identità profonda che affonda le radici nella storia familiare: “Sono Passione fin da piccolo, il mio soprannome da sempre“, racconta Mirco. “Si chiamava così mio nonno Guido e sono il solo ad averlo ereditato. Ne vado molto fiero perché mi rappresenta e vorrei che accompagnasse il mio futuro“.
“Canzoni in Solo” segue il fortunato triplo CD “MUSICA PER SCONOSCIUTI” ed è anch’esso un progetto monumentale: 30 tracce selezionate da un repertorio di oltre 60 canzoni, nate e registrate in un’apnea creativa tra dicembre 2025 e gennaio 2026, cercando di mettere a fuoco i brani fin da subito, iniziarli e finirli di getto, così da evitare i passaggi successivi del missaggio e della masterizzazione. Quello che si ascolta in questo disco è quello che è stato registrato senza aggiustamenti o correzioni “cibernetiche”.
Il processo produttivo ha seguito una geografia sentimentale precisa: iniziato al Labotron di Bologna e proseguito all’UgoBar degli Ensini (Appennino Romagnolo), in una dimensione domestica e corale. Le registrazioni sono state immerse nella vita quotidiana: il profumo della cucina, la legna nel camino, l’orto d’inverno e le risate degli amici e della famiglia che filtravano attraverso le cuffie, diventando il vero “carburante” per le orecchie del musicista in un’atmosfera di festa surreale e irripetibile.
Il disco è definito dall’autore come un insieme di “arrampicate musicali in solitaria”, un viaggio intergalattico compiuto idealmente in sella a un trattore. Le melodie sono nate così, fischiettate durante il lavoro nei campi e catturate immediatamente sul cellulare. In “Canzoni in Solo” convivono:
Improvvisazione e Restauro: Dare senso al non senso.
Destrutturazione: Perdersi in melodie esistenti per ritrovarsi in suoni nati istantaneamente.
Filosofia del viaggio: La partenza è una riflessione sull’arrivo, e l’arrivo è la trasformazione della partenza.
La copertina, una fotografia analogica firmata da Gilda Mariani, racchiude visivamente l’anima dell’album. C’è il rischio del salto mortale a testa in giù, ma ci sono anche il gioco, il divertimento e quella solitudine intesa non come isolamento, ma come una preziosa possibilità di esplorazione.
Se registrare 60 canzoni è stato un flusso naturale, la selezione finale è stata una vera e propria “scazzottata” intellettuale. Mirco ha affidato la scaletta definitiva a un gruppo eterogeneo di amici e mentori, provenienti da mondi lontani tra loro:
Nico Rascunà (Saluti da Saturno): lo storico amico, propenso a scelte più morbide.
Luca Ferraro Fano (Saluti da Saturno): diviso tra sperimentazione e timore dell’eccesso.
Ermanno Cavazzoni (Il Poema dei Lunatici): la sua “lama affilata” cercava la purezza delle ballate.
Luigi Savino (Scolopendra): il saggio dubbioso sul divertimento condiviso.
Igort Tuveri (Linus): ha analizzato la musica come un trattato enciclopedico o una sceneggiatura a fumetti.
Alessandro Rinaldi (Korobu): puntiglioso architetto del suono underground.
Massimo Simonini (AngelicA): fautore di un montaggio frenetico di frammenti.
Davide Gulmanelli (Jang Senato) : il consigliere audace, immedesimato totalmente nel pensiero di Mirco.
A questo gruppo sgangherato e geniale si è aggiunta Viola Mariani, al suo debutto nella produzione artistica.
Nell’album tre omaggi per tre canzoni importanti: “Cerchi nell’Acqua” di Paolo Benvegnù, “Sinnò me Moro” di Carlo Rustichelli e “Cucurrucucù Paloma” di Tomás Méndes.
“Canzoni in Solo” esce per l’etichetta discografica indipendente Brutture Moderne rinnovando la collaborazione di lunga data con Francesco Giampaoli (GDG Modern Trio, Sacri Cuori, Sur, Classica Orchestra Afrobeat) che racconta: “Ho conosciuto Mirco a Bologna negli anni ’90, spesso ci trovavamo a suonare il pomeriggio al Chet Baker, storico locale Bolognese con il palco sotto terra. In seguito lui produsse il disco di un mio gruppo, io registrai e mixai i primi due dischi dei Saluti da Saturno. Mirco è sempre stato un artista molto inquieto con una gran voglia di fare cose nuove, ha una musicalità innata fuori dal comune ed è un grandissimo batterista. In questo disco la musica è lasciata scorrere liberamente, si avverte lo stupore di un bambino che gioca a un gioco meraviglioso per la prima volta. In ‘Canzoni in Solo’ tutto il passato musicale di Mirco viene scagliato con forza nel futuro“.

