Fuori il nuovo singolo dei Flame Parade, “Criminal Gospel”. Un brano alternative indie dal respiro cinematografico. Un ritmo incalzante sostenuto da chitarre distorte, feedback dissonanti e synth sospesi
Un brano alternative indie dal respiro cinematografico. Un ritmo incalzante sostenuto da chitarre distorte, feedback dissonanti e synth sospesi che danno forma a un ritornello ipnotico, quasi un mantra: “Criminal Gospel” racconta un moto circolare, un continuo alternarsi tra astrazione e fisicità, distanza e presenza, manierismo e semplicità.
“Criminal” perché rifiuta le regole implicite della performance e dell’apparenza; “Gospel” perché afferma una verità condivisa, cantata, incarnata.
È un “Vangelo imperfetto” che afferma la necessità di essere diretti, passionali, reali, concreti, dopo aver attraversato e vissuto il sogno.
È una preghiera di ritorno, è accettare di essere sé stessi, senza costruzioni, ruoli o immagini da sostenere.
Un rito di passaggio in un continuo volteggiare tra spazi chiusi e distanze immaginate, tra l’istinto di fuggire e il bisogno di tornare.
“Ritornare da Marte” («Back from Mars», come recita il testo) non è un gesto di rinuncia, ma un atto di consapevolezza: scegliere la gravità della Terra, il contatto col suolo.
Se l’artwork di copertina rappresenta il punto di rottura del proprio io, il brano è un modo per rimettere insieme i pezzi.

