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Tumore del pancreas: daraxonrasib raddoppia la sopravvivenza

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Tumore del pancreas: l’anti RAS daraxonrasib raddoppia la sopravvivenza in Fase III. Possibile svolta terapeutica all’orizzonte

Potrebbe aprirsi una nuova fase nel trattamento dell’adenocarcinoma pancreatico metastatico, una delle neoplasie a prognosi più sfavorevole. Revolution Medicines ha annunciato risultati molto rilevanti dallo studio di fase III RASolute 302, in cui il suo candidato orale daraxonrasib ha dimostrato un beneficio significativo in sopravvivenza rispetto alla chemioterapia standard in pazienti già trattati.

Secondo gli sperimentatori, si tratta di dati potenzialmente “practice-changing”, cioè in grado di modificare la pratica clinica.

Sopravvivenza quasi raddoppiata rispetto alla chemioterapia
Lo studio ha arruolato 501 pazienti con carcinoma pancreatico duttale metastatico (PDAC) precedentemente trattati, randomizzati a ricevere daraxonrasib orale una volta al giorno oppure chemioterapia endovenosa a scelta dello sperimentatore.

I risultati mostrano un beneficio particolarmente marcato:
• sopravvivenza globale mediana (OS): 13,2 mesi con daraxonrasib vs 6,7 mesi con chemioterapia
• hazard ratio: 0,40, indicativo di una riduzione del rischio di morte del 60%

Si tratta di un dato di grande rilievo in questo setting, dove storicamente i trattamenti di seconda linea offrono benefici limitati e difficilmente superano i 6-8 mesi di sopravvivenza.
Un altro elemento rilevante è che il farmaco è somministrato per via orale e senza chemioterapia, un aspetto particolarmente significativo in una patologia in cui le opzioni disponibili sono quasi esclusivamente citotossiche e spesso gravate da tossicità importanti.

Come si posiziona rispetto alle terapie attuali
Nel carcinoma pancreatico avanzato, la chemioterapia rimane lo standard di cura anche nelle linee successive, con regimi che offrono risposte modeste e una qualità di vita spesso compromessa.

In questo contesto, il dato osservato con daraxonrasib appare particolarmente competitivo:
• beneficio in sopravvivenza superiore a quello generalmente osservato con i regimi standard
• approccio chemioterapia-free, finora assente in questo setting
• potenziale migliore gestione della malattia nel lungo periodo.

Resta tuttavia da valutare attentamente il profilo di tollerabilità. Il farmaco è stato descritto come generalmente gestibile, ma è associato a una frequente comparsa di rash cutaneo, un evento che potrebbe influenzare la qualità di vita e quindi il bilancio rischio-beneficio nella pratica clinica.

Il meccanismo d’azione: colpire RAS “attivo”
Daraxonrasib appartiene a una nuova generazione di farmaci progettati per colpire direttamente la via di segnalazione di RAS, uno dei principali driver oncogenici.

Il farmaco agisce:
• inibendo l’interazione tra le proteine RAS attive (RAS “ON”) – sia wild-type sia mutate – e i loro effettori a valle
• bloccando così la trasmissione dei segnali proliferativi e di sopravvivenza tumorale
Questo approccio è particolarmente rilevante nel tumore del pancreas, dove oltre il 90% dei tumori è guidato da mutazioni di RAS, in particolare varianti G12 (come G12D, G12V e G12R).
A differenza di strategie più selettive su singole mutazioni, daraxonrasib mira a un ampio spettro di alterazioni di RAS, ampliando potenzialmente la platea di pazienti trattabili.

Il programma clinico e i prossimi passi
Sulla base di questi risultati, l’azienda intende procedere rapidamente con le sottomissioni regolatorie globali, inclusa la Food and Drug Administration, anche attraverso programmi accelerati.
I dati saranno inoltre presentati al congresso annuale della American Society of Clinical Oncology.
Parallelamente, daraxonrasib è già in valutazione:
• nello studio di fase III RASolute 303 in prima linea nel carcinoma pancreatico
• nello studio RASolve 301 nel carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazioni RAS

Chi è Revolution Medicines
Revolution Medicines è una biotech statunitense focalizzata sullo sviluppo di terapie mirate contro oncogeni difficili da colpire, in particolare la famiglia RAS.
L’azienda si è posizionata come uno degli attori più avanzati nella cosiddetta “RAS revolution”, con una pipeline dedicata a farmaci in grado di interferire con diverse forme di attivazione di questa via molecolare.
Il successo di daraxonrasib rafforza il suo profilo strategico e potrebbe aumentare l’interesse del mercato, anche alla luce di precedenti indiscrezioni su possibili operazioni di acquisizione da parte di big pharma.

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