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Nuove scoperte sul legame tra dieta mediterranea e asma

asma

Dieta mediterranea e asma dell’adulto: l’aderenza più elevata alla dieta si associa ad una minore incidenza di malattia

In una grande coorte prospettica iberica di adulti senza malattia respiratoria all’inclusione, una maggiore aderenza alla dieta mediterranea è risultata associata ad un minor rischio di asma a esordio in età adulta.
Questo il responso di uno studio pubblicato su Respirology che suggerisce come il pattern alimentare complessivo sembri contare molto, dato che i partecipanti con il punteggio più elevato di aderenza alla dieta mediterranea hanno mostrato un rischio di nuova diagnosi di asma ridotto del 42% rispetto a quelli con l’aderenza più bassa.

Razionale e obiettivi studio
Come è già noto da tempo, i fattori dietetici sono stati più volte chiamati in causa come possibili determinanti dell’asma, sia in età pediatrica sia nell’adulto, ma i risultati disponibili restano eterogenei e talvolta contrastanti.
Tra i diversi pattern nutrizionali, la dieta mediterranea è stata associata a numerosi benefici di salute, anche grazie al suo profilo ricco di alimenti vegetali, pesce e grassi insaturi.

Rimaneva però poco chiaro se questo modello alimentare potesse avere un effetto protettivo specifico sull’asma a esordio nell’adulto, soprattutto in una popolazione mediterranea autentica.

Gli autori di questo nuovo studio, pertanto, hanno voluto valutare l’associazione tra l’aderenza complessiva alla dieta mediterranea e l’incidenza di asma dell’adulto nella coorte SUN, esplorando anche il contributo delle singole componenti del punteggio e le possibili differenze nei sottogruppi.

Disegno dello studio
Lo studio si basa sul SUN Project, una coorte prospettica e dinamica composta da laureati universitari spagnoli, seguiti ogni 2 anni mediante questionari postali o web. Fino a maggio 2022 avevano completato il questionario basale 23.133 partecipanti. Dopo le esclusioni per follow-up insufficiente, perdita al follow-up, asma o BPCO prevalenti, uso di inalatori al basale, casi molto precoci di asma e introiti energetici improbabili, l’analisi finale ha incluso 17.127 adulti liberi da malattie delle vie aeree all’ingresso.

L’alimentazione è stata valutata con un questionario di frequenza alimentare validato a 136 item, somministrato al basale e ripetuto a 10 anni. L’aderenza alla dieta mediterranea è stata misurata con il Mediterranean Diet Score di Trichopoulou, suddiviso in quattro categorie da minima a massima aderenza.

L’outcome dello studio era rappresentato la nuova diagnosi di asma riferita nei questionari di follow-up biennali.
A tal scopo, i ricercatori hanno impiegato modelli di Cox multivariabili con misure ripetute, aggiustati per la presenza di numerosi  fattori potenziali confondenti.

Risultati principali
Chi erano i partecipanti allo studio
La popolazione studiata era composta per il 60,8% da donne, con età media al basale di 38,1 anni. Il punteggio medio di aderenza alla dieta mediterranea era pari a 4,2. I partecipanti con maggiore aderenza tendevano a essere più grandi, più spesso sposati, più fisicamente attivi e con una quota più elevata di professionisti sanitari; mostravano inoltre un consumo più elevato di frutta, verdura, legumi, pesce, olio d’oliva e fibra, e un consumo più basso di prodotti dolciari industriali e carne.

Incidenza di asma e associazione con la dieta mediterranea
Durante un follow-up mediano di 12,8 anni sono stati registrati 302 nuovi casi di asma, pari a 1,36 casi per 1000 persone-anno. Nell’ analisi multivariata, i partecipanti con il punteggio più alto di aderenza alla dieta mediterranea, cioè 7-9 punti, presentavano un hazard ratio di 0,58 rispetto al gruppo con il punteggio più basso, pari a 0-2 punti.
Era presente, inoltre, un trend lineare significativo tra maggiore aderenza e minore rischio di asma.
Anche considerando il punteggio come variabile continua, ogni punto in più del Mediterranean Diet Score si associava ad una riduzione del rischio, con hazard ratio pari a 0,9.

Analisi di sensibilità e misure ripetute
Quando i ricercatori hanno incluso nel computo anche i casi incidenti molto precoci e gli individui che utilizzavano gli inalatori al basale, l’associazione ha perso parte della sua robustezza statistica, pur mantenendo una direzione favorevole.
Nell’analisi con misure ripetute, che teneva conto del nuovo questionario alimentare a 10 anni, si è ancora osservata una relazione inversa, con un hazard ratio di 0,49 per il gruppo ad aderenza più elevata rispetto al gruppo a più bassa aderenza, al limite della significatività statistica. I ricercatori hanno interpretato questo dato come coerente nella direzione, ma più attenuato per l’effetto delle modifiche dietetiche nel tempo.

Quali componenti sembrano pesare di più
Tra le singole componenti del punteggio relativo alla dieta mediterranea, solo due si associavano in modo significativo ad un minor rischio di asma: il consumo di frutta e frutta secca e quello di pesce. L’hazard ratio era pari a 0,78 per il consumo sopra la mediana di frutta/frutta secca e a 0,77 per il consumo sopra la mediana di pesce. Gli altri componenti del punteggio non mostravano associazioni significative nelle analisi esplorative.

Differenze nei sottogruppi
L’associazione inversa tra dieta mediterranea e asma è risultata più evidente nei partecipanti di età pari o superiore a 35 anni, con un’interazione significativa. Non sono emerse, invece, interazioni significative per sesso, indice di massa corporea, status tabagico, dieta speciale o presenza di malattie croniche.
Gli autori hanno ipotizzato che, con l’avanzare dell’età, il maggiore carico infiammatorio e ossidativo possa rendere più rilevante l’effetto protettivo di un pattern dietetico ricco di nutrienti antinfiammatori e antiossidanti.

Implicazioni cliniche
Nel complesso, questo studio suggerisce che un’aderenza più elevata alla dieta mediterranea possa associarsi ad una minore incidenza di asma nell’adulto, in particolare in una popolazione mediterranea dove questo pattern alimentare è culturalmente plausibile e ben rappresentato. Il dato ha interesse clinico e preventivo perché sposta l’attenzione non su un singolo nutriente, ma sul modello alimentare complessivo.

Gli autori dello studio, però, hanno tenuto a sottolineare che il loro era uno studio osservazionale e che non è possibile stabilire dei nessi causa-effetto.
Non si può escludere del tutto, inoltre, il permanere di fattori di confondimento residuo, inclusi fumo, allergie, inquinamento atmosferico, familiarità per asma e altri fattori socioeconomici o ambientali non completamente catturati.

Nonostante questi limiti, il lavoro rafforza l’ipotesi che la dieta mediterranea possa entrare a pieno titolo tra i fattori di stile di vita da considerare nella prevenzione primaria dell’asma dell’adulto e apre la strada ad ulteriori studi per chiarire meglio il rapporto tra dieta, fenotipi asmatici e altri determinanti ambientali.

Bibliografia
Errasti Viader J et al. Association Between Mediterranean Diet and the Incidence of Adult-Onset Asthma in the SUN Project: A Spanish Prospective Cohort Study. Respirology. 2026 Apr;31(4):352-360. doi: 10.1002/resp.70200. Epub 2026 Feb 15. PMID: 41693097; PMCID: PMC13050624.
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