Il Commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha spiegato che la carenza di carburante negli scali è da considerarsi una “circostanza eccezionale”
Il caos nei cieli europei causato dalla carenza di carburante rischia di trasformarsi in un salasso per milioni di turisti. A pesare non è solo l’incertezza sulle partenze, ma il nuovo orientamento della Commissione Ue: se l’aereo resta a terra per mancanza di cherosene, le compagnie potrebbero essere esentate dal pagamento della compensazione monetaria. Una decisione che, se confermata, priverebbe i passeggeri dell’unico indennizzo rapido previsto dalla legge.
LA SCAPPATOIA DELL’EVENTO ECCEZIONALE
Il Commissario Ue ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha spiegato che la carenza di carburante negli scali è da considerarsi una “circostanza eccezionale”, al pari di una calamità naturale. Questa classificazione è lo scudo legale che permette ai vettori di non pagare l’indennizzo forfettario. “È un assist inaccettabile alle compagnie”, attacca l’Unione Nazionale Consumatori, sottolineando come il rischio d’impresa venga così scaricato interamente sul cittadino.
LA COMPENSAZIONE, DI COSA SI TRATTA
Per evitare malintesi, è necessario chiarire che la compensazione monetaria (Regolamento Ue 261/2004) non è il rimborso delle spese di viaggio (come hotel o autonoleggi).
Il paradosso: Se il volo salta per “colpa” della compagnia, il passeggero riceve questi soldi oltre al rimborso del biglietto. Se l’Ue conferma la “causa eccezionale” per il cherosene, il passeggero riceve solo il costo del biglietto aereo.
Il danno collaterale: Tutte le altre spese già sostenute dal viaggiatore — notti in albergo, tour prenotati, noleggi auto o coincidenze con altri mezzi — restano a carico del passeggero. La compagnia non è tenuta a rimborsarle, e senza la “compensazione monetaria” il viaggiatore non ha nemmeno quel bonus economico per coprire parte delle perdite.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

