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Cambiamento climatico, più vittime nei paesei poveri. Burkina Faso doppio di morti rispetto al Kuwait

clima caldo siccità

A Faisalabad, in Pakistan, moriranno oltre 15 volte più persone a causa del caldo rispetto alla ricca, ma altrettanto calda Phoenix

Un nuovo rapporto sull’impatto dell’aumento delle temperature sulla mortalità sottolinea la necessità di investimenti mirati per aiutare le persone e le comunità a salvare vite umane. Lo studio, dal titolo “Human Health: Measuring the impact of rising temperatures on mortality to target adaptation planning” è il primo di una serie volta a individuare dove e quali investimenti per l’adattamento climatico saranno più efficaci. 

“Il rapporto, che si basa sulle proiezioni di riferimento del Climate Impact Lab, sottolinea che la mortalità legata alle temperature dipenderà sia dagli impatti diretti del riscaldamento climatico sia dagli investimenti che individui e governi effettueranno per proteggere la salute umanaI risultati del nuovo rapporto sottolineano la disuguaglianza causata dai cambiamenti climatici.

Il problema non è solo che le regioni più calde sono destinate a registrare una mortalità più elevata rispetto a quelle più fredde, ma anche che gli impatti maggiori sono previsti sulle regioni più calde e più povere, in quanto dispongono di minori risorse per l’adattamento. Ad esempio, si prevede che il Burkina Faso, nell’Africa occidentale, registrerà il doppio dei decessi per caldo rispetto al Kuwait, paese più ricco del Medio Oriente, nonostante i climi simili. Complessivamente, si prevede che entro il 2050 nei Paesi poveri moriranno dieci volte più persone a causa del caldo rispetto ai Paesi ricchi” spiega l’Osservatorio Nazionale “Città Clima” di Legambiente.

Lo stesso schema si ripete a livello cittadino. Si prevede che a Faisalabad, in Pakistan, moriranno oltre 15 volte più persone a causa del caldo rispetto alla ricca, ma altrettanto calda, città di Phoenix, in Arizona. Di fatto, in molte città pakistane il numero di decessi per caldo nel 2050 supererà oggi il numero di persone che muoiono per broncopneumopatia cronica ostruttiva e ictus.

“Il rapporto è il primo di una nuova serie intitolata Tabella di marcia per l’adattamento, che prende le mosse dall’urgente necessità di integrare l’adattamento come elemento centrale della strategia per contrastare il cambiamento climatico, insieme alla mitigazione delle emissioni di gas serra. La serie si inserisce in una missione ampliata del Lab. Forte di un decennio di ricerca sugli impatti del cambiamento climatico, il Lab si impegna ora a individuare non solo le aree in cui l’adattamento sarà più necessario, ma anche i benefici derivanti da specifici investimenti. Oltre a caratterizzare i rischi che le comunità locali si trovano ad affrontare, il Lab sta anche sviluppando un manuale globale di strategie di adattamento collaudate e basate sui dati, destinato a investitori, governi nazionali e locali e alle persone che saranno sempre più esposte ai rischi climatici”.

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