Stasera su Rai Storia “I sette Re. La leggenda di Roma” e a seguire “Bari, la porta d’Oriente” per “Storia delle nostre città”
Con la guida di Cristoforo Gorno e con l’aiuto di storici e archeologi, “I sette re, la leggenda di Roma” – di Cristoforo Gorno, scritto con Giancarlo Di Giovine per la regia di Graziano Conversano, in onda lunedì 20 aprile 2026 alle 21.10 su Rai Storia – vuole riscoprire gli eventi leggendari legati alla nascita della città eterna, confrontarli con i dati scientifici e le scoperte archeologiche, comprendere e analizzare i passaggi e i motivi della fortuna di Roma.
Gli episodi tramandati dalla tradizione e dagli storici latini, il ratto delle sabine come la sfida tra gli Orazi e i Curiazi, infatti, vanno letti e interpretati come momenti diversi della crescita di Roma: lo scontro e l’integrazione tra le diverse tribù presenti nella zona, il consolidamento delle istituzioni e l’espansione militare. Quella della Roma dei re è un’avventura avvincente, scandita da episodi leggendari e personaggi fantastici, attraverso i quali si raccontano i momenti e le caratteristiche della crescita di Roma e del suo dominio sul territorio.
A seguire alle 22:00 “Storia delle nostre città” ci porta a Bari. L’insediamento più antico nella penisola su cui sorge la città vecchia risale all’Età del Bronzo e nel terzo secolo a.C. la città è già un fiorente ed attivo porto delle popolazioni della Peucezia, che occupavano un territorio centrale dell’antica Puglia. I pericoli, in quel periodo giungono dal mare e Bari resiste a lungo alle invasioni dei greci, ma poi viene conquistata dai romani che la qualificano come municipium e la fanno diventare un importante centro commerciale. Alla caduta dell’Impero, Bari si trova coinvolta nelle lotte fra Bizantini e Longobardi: nell’879 la città cade sotto il dominio dei saraceni venendo in seguito riconquistata dai bizantini. In quel periodo diventa il maggior centro politico, militare ed economico dell’impero d’oriente e sede del catapano che governava tutti i territori di Bisanzio in Occidente. Attorno all’anno 1000, Bari subisce nuovi assalti da parte dei pirati saraceni, il più grave nel 1002 e si protrae con un lungo assedio dal quale viene salvata grazie all’intervento della flotta veneziana guidata dal doge Orseolo II.
Il dominio bizantino termina nel 1071, quando il normanno Roberto il Guiscardo la conquista. Sotto la dominazione normanna il porto di Bari assume grande notorietà e insieme a Brindisi diviene uno dei principali porti d’imbarco per le crociate. Con l’arrivo, nel 1087, delle reliquie di san Nicola di Mira, Bari diventa anche un importante centro religioso. Infatti, nel 1096 dopo la predicazione di Pietro l’eremita, guerrieri provenienti da ogni parte d’Europa affluiscono a Bari per recarsi alla prima Crociata. Il dominio normanno caratterizzato inizialmente da una certa tranquillità termina nel 1156 quando Guglielmo I, detto il Malo, assalta la città e la rade al suolo salvando solo la basilica di San Nicola. La città viene ricostruita dagli svevi che danno inizio ad uno dei periodi più fiorenti. Federico II, il sovrano illuminato, dà nuovo impulso alle attività portuali e industriali.

