Grande successo di pubblico: prorogata fino al 26 aprile 2026 alla Fabbrica del Vapore di Milano la mostra fotografica di Stefano Zardini “A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt”
Visto il grande successo di pubblico e l’interesse suscitato, è stata prorogata fino al 26 aprile 2026, presso la Fabbrica del Vapore di Milano, la mostra fotografica di Stefano Zardini dal titolo “A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt”.
La proroga rappresenta un’opportunità in più per immergersi nell’universo visivo di Stefano Zardini, caratterizzato da una ricerca fotografica che indaga il rapporto tra uomo, natura e altitudine. Attraverso immagini capaci di evocare luoghi, suoni e pause di silenzio, la mostra guida il visitatore alla scoperta delle persone che abitano la montagna e delle loro vite. Ne emerge un dialogo ideale tra l’ambiente urbano e le vette dolomitiche che hanno alimentato l’immaginario del fotografo fin dall’infanzia.
LA MOSTRA
La Fabbrica del Vapore di Milano ospita fino al 26 aprile 2026 la mostra del fotografo ampezzano Stefano Zardini “A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt”. L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Bolzano, si avvale del patrocinio del Comune di Cortina d’Ampezzo. La curatela è di Margherita Palli, Thina Adams, Valentina Vidali.
Il progetto – che ha visto una prima mostra a Cortina da Ikonos Art Gallery e una seconda al Lumen-Museum of Mountain Photography (aperte rispettivamente fino al 13 aprile e 19 aprile ) – invita il pubblico a entrare nell’universo della fotografia contemporanea dedicata ai territori di montagna. Distribuite in tre sedi, le opere presentano serie molto diverse tra loro per atmosfera, stile e ricerca visiva. A tenerle insieme è la visione personale di Stefano Zardini, uno sguardo sensibile e innovativo che orienta l’intero percorso espositivo. Attraverso immagini che evocano luoghi, suoni e pause di silenzio, il visitatore viene guidato alla scoperta delle persone che abitano la montagna e delle loro vite. Il risultato è un dialogo ideale tra l’ambiente urbano e le vette dolomitiche che hanno alimentato l’immaginario del fotografo fin dall’infanzia.
“L’impossibile era la misura” con questo messaggio Zardini racconta le Olimpiadi del 1956, nella speranza che lo spirito pionieristico di allora torni ad essere ispirazione per i Giochi a venire.
Nei grandi spazi di Fabbrica del Vapore viene esposta la trilogia completa che comprende: The Pioneers’ Passion, Snowland e Tracce – Lasciare che l’occhio squarti il paesaggio.
Ad arricchire ulteriormente la mostra una rassegna di fotografie d’epoca delle Olimpiadi del 1956, tratta dall’archivio storico della famiglia Zardini. Gli allestimenti di Fabbrica del Vapore sono stati realizzati da Margherita Palli, scenografa e NABA Set Design advisor, e Alessandro Pedretti, architetto e docente NABA, con il coinvolgimento delle studentesse del Triennio in Scenografia di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.
Per l’occasione è stato realizzato un catalogo che prevede gli interventi di Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Arno Kompatscher, Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Daniel Alfreider, Vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Angelo Gennaccaro, Assessore della Regione Trentino-Alto Adige, Gianluca Lorenzi, Sindaco di Cortina d’Ampezzo e Maria Fratelli, Direttrice di Fabbrica del Vapore.
Con l’iniziativa “A Visionary at Altitude – N vijionar sö alalt”, tradotto in ladino, alla cui cultura Zardini appartiene ed era molto legato, si celebra non solo un fotografo innovativo ed eclettico, ma il coraggio e la creatività delle comunità montane rappresentate dallo spirito olimpico.

