Nuovi dati di fase 3 rafforzano il potenziale di efzimfotase alfa (ALXN1850), terapia enzimatica sostitutiva sperimentale sviluppata da Alexion Pharmaceuticals, nel trattamento dell’ipofosfatasia
Nuovi dati di fase 3 rafforzano il potenziale di efzimfotase alfa (ALXN1850), terapia enzimatica sostitutiva sperimentale sviluppata da Alexion Pharmaceuticals, nel trattamento dell’ipofosfatasia (HPP), una rara malattia metabolica ereditaria.
Il programma clinico globale, che ha coinvolto 196 pazienti tra bambini, adolescenti e adulti in 22 Paesi, ha mostrato risultati complessivamente positivi, con benefici su diversi parametri clinici e un profilo di sicurezza favorevole.
Una malattia rara con bisogni ancora insoddisfatti
L’ipofosfatasia è causata da un deficit dell’enzima fosfatasi alcalina, fondamentale per la mineralizzazione ossea e la funzione muscolare. La malattia si manifesta con un ampio spettro clinico, che include alterazioni dello sviluppo osseo, debolezza muscolare, dolore e affaticamento, con un impatto significativo sulla qualità di vita. Colpisce sia bambini sia adulti ed è caratterizzata da una marcata eterogeneità clinica.
Attualmente, l’unica terapia disponibile è asfotase alfa, ma restano importanti bisogni insoddisfatti, in particolare in termini di comodità di somministrazione e gestione a lungo termine.
Il programma clinico: tre studi di fase 3
Efzimfotase alfa è stato valutato in tre studi registrativi di fase 3: MULBERRY, CHESTNUT e HICKORY, che hanno incluso pazienti con diverse forme di malattia, sia a esordio pediatrico sia adulto.
Nel trial pediatrico MULBERRY, condotto in bambini tra 2 e 12 anni non precedentemente trattati, il farmaco ha raggiunto l’endpoint primario, mostrando un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della salute ossea rispetto al placebo, valutato con il Radiographic Global
Impression of Change (RGI-C). Miglioramenti significativi sono stati osservati anche nel Rickets Severity Score (RSS) e in parametri funzionali come la capacità di cammino e la funzione motoria.
Risultati positivi emergono anche dallo studio CHESTNUT, che ha valutato pazienti pediatrici già in trattamento con asfotase alfa. In questo caso, efzimfotase alfa ha dimostrato un buon profilo di tollerabilità e la capacità di mantenere i benefici ottenuti con la terapia precedente.
Dati più complessi negli adulti
Nel trial HICKORY, che ha incluso adolescenti e adulti, il farmaco non ha raggiunto la significatività statistica sull’endpoint primario, rappresentato dal test del cammino di 6 minuti. Questo risultato è stato in parte influenzato da una risposta al placebo superiore alle attese, in particolare nei pazienti con malattia a esordio adulto.
Tuttavia, analisi secondarie e sottogruppi di pazienti, in particolare quelli con esordio pediatrico della malattia, hanno mostrato miglioramenti clinicamente rilevanti nella mobilità, nella funzione fisica, nel dolore e nella fatica. Inoltre, i dati preliminari dello studio di estensione a lungo termine indicano un mantenimento e un ulteriore miglioramento dei benefici nel tempo.
Sicurezza e vantaggi potenziali
Efzimfotase alfa è risultato generalmente ben tollerato in tutti gli studi, con un profilo di sicurezza considerato accettabile. Tra i principali vantaggi potenziali rispetto alla terapia attuale vi sono una minore frequenza di somministrazione e un volume di iniezione ridotto, elementi che potrebbero migliorare l’aderenza e la qualità di vita dei pazienti.
Il commento degli autori
Secondo Eric Rush, principal investigator dello studio MULBERRY, i risultati dimostrano il potenziale del farmaco nel “intervenire sulla fisiopatologia della malattia e prevenire o invertire le conseguenze scheletriche e funzionali”, aprendo alla possibilità di ridefinire la gestione clinica dell’HPP con una terapia più semplice da somministrare.
Per Kathryn Dahir, responsabile dello studio HICKORY, i dati evidenziano la complessità e l’eterogeneità della malattia, sottolineando l’importanza di valutare endpoint clinicamente rilevanti in popolazioni diverse. I risultati, ha spiegato, indicano un impatto significativo su mobilità, funzione fisica, dolore e affaticamento.
Anche il CEO di Alexion, Marc Dunoyer, ha sottolineato come il programma rappresenti il primo a includere un’ampia popolazione di pazienti con HPP, evidenziando il potenziale della terapia nel trasformare il paradigma di trattamento di questa malattia rara.
Prospettive
I dati saranno presentati in un prossimo congresso scientifico e condivisi con le autorità regolatorie. Se confermati, potrebbero portare a una nuova opzione terapeutica per una patologia rara ancora caratterizzata da limitate possibilità di trattamento.

