EFFENBERG torna con“Tutti Drogati”, il nuovo album fuori il 16 aprile 2026 in vinile e su tutte le piattaforme digitali (Sound To Be /ADA)
Il disco si muove in uno spazio sospeso, fatto di stratificazioni e dettagli che emergono lentamente. “Tutti Drogati” nasce da una riflessione personale sulla nostra condizione contemporanea: siamo anestetizzati, dipendenti, interdipendenti, connessi e disconnessi allo stesso tempo.
Nel nuovo lavoro in studio, prodotto da Ramiro Levy e Alessandro Di Sciullo, il cantautore toscano costruisce un percorso narrativo che attraversa fragilità intime e tensioni collettive, alternando introspezione e aperture corali. Effenberg attraversa i suoi frammenti emotivi con uno sguardo poetico sulle fragilità del quotidiano, fino ad arrivare all’inevitabile momento di rottura: lo scoppio improvviso che costringe a confrontarsi con le proprie ombre. Un rumore che interrompe l’anestesia, obbliga a fermarsi, a restare.
È in quella sospensione che prende forma la rinascita evocata dal disco: un minuto simbolico in cui tutto si arresta e si ricompone. Un tempo breve ma necessario per tornare a guardare, ascoltare, sentire. Da lì, il movimento riparte, trasformando la vulnerabilità in consapevolezza e la fragilità in possibilità.
Il disco si muove tra indie-pop d’autore e momenti folk, con una sensibilità cantautorale contemporanea che dà forma a un racconto in cui ogni brano diventa un episodio tanto personale quanto collettivo.
Con “Tutti Drogati”, Effenberg firma un racconto coerente e immersivo che trasforma la vulnerabilità in linguaggio universale, restituendo dignità poetica alle contraddizioni dell’esistenza contemporanea e tracciando un percorso che dalla dipendenza conduce a una possibile rinascita.
Effenberg racconta così il nuovo lavoro in studio: «Appena apriamo gli occhi scopriamo la dipendenza. È sorprendente pensare che questo bisogno non sia una deviazione, ma il nostro punto di partenza. Esiste una fragilità che ci accompagna da sempre: siamo inevitabilmente legati a qualcosa. Cerchiamo amore, riconoscimento, sicurezza. Ci aggrappiamo al lavoro, alle abitudini, alle emozioni che ci fanno sentire vivi e a quelle che ci fanno sentire morti. “Tutti Drogati” nasce dalla necessità di riconoscere che la dipendenza è una condizione esistenziale condivisa. Un viaggio tra i bisogni che ci muovono e la precarietà che ci definisce. A pensarci bene, è proprio questa instabilità il cuore dell’esistenza: una fragilità che finisce per dare valore a ciò che siamo.»

