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Mammaliturchi: esce il doppio-singolo “Melina / Tutto questo ti ucciderà”

musica

“Melina / Tutto questo ti ucciderà” è il nuovo doppio singolo di Mammaliturchi, disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitale per RC Waves

Una filastrocca in siciliano che attraversa il tempo e prende forma evocando un dialogo sospeso tra presenza e assenza. “Melina” nasce come un ponte tra la terra e il cielo, tra chi resta e chi continua a esistere altrove. Al centro, una promessa sussurrata: quella di due amanti che non smettono di parlarsi, nemmeno oltre il confine dell’esistenza.

“Melina è mio nonno che parla con mia nonna, da un lato all’altro dell’esistenza – racconta Mammaliturchi – È una conversazione quotidiana: romantica, ma concisa. Il resoconto brevissimo di una vita lunghissima”. Un messaggio dolce e al tempo stesso violento, che parla di amore, perdita e una forma di rassegnazione capace di attraversare le generazioni. “Mi affascina la serenità con cui alcune persone riescono a soffrire – continua l’artista – è una catena familiare che, per vie contorte, arriva fino a me”.

Il brano prende forma da un canto tribale, radicato nella tradizione, che si intreccia con una trama elettronica densa e stratificata. La bassline diventa così un terreno vivo, attraversato da suoni che ricordano la pioggia, la terra, il respiro della natura. Un ambiente sonoro immersivo, dove il corpo si muove mentre la memoria affiora.

Il singolo viene pubblicato insieme a “Tutto questo ti ucciderà”, un brano che si muove su un piano più intimo e inquieto. Qui la scrittura si fa diretta, quasi spietata, e mette a fuoco un dialogo interiore fatto di scuse, rinunce e paure. L’immobilità diventa rifugio, il silenzio una scelta che si ripete fino a consumarsi.
“Ma tutto questo ti ucciderà” è una frase che ritorna come un mantra, segnando il confine tra ciò che si evita e ciò che, inevitabilmente, resta. Anche l’amore, in questo caso, perde ogni idealizzazione e si trasforma in una forza ambigua, capace di ferire quanto di trattenere.

Con questi due brani, Mammaliturchi costruisce un racconto che tiene insieme memoria e presente, corpo e assenza, tradizione e tensione contemporanea. Una doppia release che si muove tra ritualità e consapevolezza, lasciando emergere una narrazione personale che diventa, inevitabilmente, collettiva.

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