Durante la settimana di Pasqua, Blindzone ha registrato un picco di manomissioni “chirurgiche” sulle uova premium per rubare la sorpresa
La Pasqua è finita da ormai una settimana e qualcuno ha ancora un uovo da scartare probabilmente in bella vista sul mobile del salotto; chi lo ha già aperto, forse, ha trovato una sorpresa. In alcuni supermercati italiani però quella sorpresa non c’era più, qualcuno l’aveva estratta prima di fino, chiudendo poi con cura la confezione e rimettendola sullo scaffale come se nulla fosse.
Un fenomeno di manomissione delle uova pasquali registrato da Blindzone, piattaforma che applica computer vision e intelligenza artificiale per aiutare GDO e retail a prevenire taccheggi e perdite di magazzino. Tuttavia, non è l’unico segnale che emerge dall’analisi: tra le categorie più colpite nei quattro giorni pre-Pasqua, alcolici e vini hanno registrato un incremento del 40% degli eventi sospetti rispetto allo stesso periodo del mese precedente, con picchi nelle fasce orarie in cui l’affluenza è maggiore; salumi e formaggi invece hanno registrato un incremento di furti del 15%. In generale, gli eventi sospetti per punto vendita rispetto alla media mensile sono stati in media + 1,5.
Il furto “di precisione”, come funziona la manomissione dell’uovo pasquale
Ritornando al fenomeno della manomissione, la sua modalità consiste nel fare un taglio “chirurgico” nell’involucro, bucare la cioccolata, estrarre la sorpresa e riposizionare l’uovo in mezzo agli altri. Il danno economico è diretto ma a questo si aggiunge quello reputazionale perché il cliente che acquista una confezione integra in apparenza, aprendola a casa e non trovando la sorpresa è confuso e deluso e, nella maggior parte dei casi, torna nel punto vendita chiedendo spiegazioni. Inoltre, il fenomeno, segnalato da diversi punti vendita partner, ha riguardato in particolare le uova “premium”, quelle che contengono le sorprese di valore più elevato.
L’orario con più incidenza è la fascia serale oltre le 20:00, in linea con la minore presenza di personale e la riduzione del controllo visivo diretto. Un elemento che suggerisce come la variabile organizzativa fatta di turni, presidio umano e posizionamento della merce pesa tanto quanto quella tecnologica nella gestione del rischio.
“Se a Natale ci eravamo concentrati sulla correlazione tra alta affluenza e furti classici, a Pasqua ci ha allertato un problema diverso con comportamenti che non rientrano nelle categorie di rilevamento di furto tradizionali. Per risolvere questo fenomeno, abbiamo modificato rapidamente la nostra tecnologia”, spiega Nicola Vastola, CEO e co-fondatore di Blindzone.
Come Blindzone ha risolto il comportamento che “ingannava” l’algoritmo
La modalità di manomissione delle confezioni non rientra nel profilo comportamentale del taccheggio classico perché non c’è sottrazione visibile, nessun prodotto sparisce dall’inquadratura delle telecamere e chi agisce resta nei pressi dello scaffale, di spalle e per pochissimi secondi, come se stesse dando un’occhiata. Questi fattori, fino all’aumento registrato nel periodo poco prima della Pasqua, sfuggivano dunque al rilevamento algoritmico della piattaforma.
A partire dalle segnalazioni ricevute dai punti vendita in cui è attiva la piattaforma, Blindzone ha quindi avviato la creazione di un insieme di dati proprietari specifici per questa tipologia di azione, sviluppando una nuova classe di rilevamento dedicata alla manomissione delle confezioni. L’aggiornamento consente ora alla piattaforma di riconoscere comportamenti anomali su prodotti stagionali e ad alto valore, indipendentemente dall’assenza di sottrazione fisica.
In parallelo, poi, Blindzone ha supportato alcuni retailer partner nella riorganizzazione degli spazi espositivi. Sulla base degli schemi di rischio rilevati, le uova con sorprese di maggior valore sono state spostate in aree con copertura maggiore delle telecamere, riducendo così l’esposizione al fenomeno.
“Ogni picco stagionale porta con sé comportamenti che non avevamo ancora visto. È una sfida continua ma anche il modo in cui il nostro sistema migliora. Ciò che abbiamo rilevato e imparato durante la Pasqua non resta confinato a quella finestra temporale, d’ora in poi ci permette di intercettare le manomissioni tutto l’anno su qualsiasi categoria di prodotto in cui può verificarsi, dalle confezioni regalo agli articoli da collezione, fino ad ogni prodotto in cui il valore non è nella confezione ma in ciò che contiene”, conclude Vastola.

