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Copertina dell’Espresso: la foto è vera assicura il fotografo, c’è anche il video

L’Espresso fa scoppiare un ‘caso’, con l’ambasciatore Di Tel Aviv in Italia che denuncia “manipolazioni”

L’ambasciatore israeliano in Italia si è arrabbiato moltissimo e ha accusato l’Espresso di “manipolare” la realtà attraverso le immagini e di diffondere “stereotipi” e “odio”. Nel frattempo, però, sui social il fotografo che ha scattato la foto finita in copertina del settimanale, ha preso la parola per dire che quella foto è vera verissima, con tanto di ‘prove’ relative alla giornata e al luogo in cui è stata scattata. Sta facendo discutere ed è diventato un ‘caso’ la scelta di pubblicare un copertina – sull’Espresso appunto – un’immagine di un colono che, armato e telefono alla mano, deride una donna palestinese.

Sopra la foto campeggia la scritta “L’Abuso“. L’articolo dell’Espresso attacca Israele e denuncia gli abusi che la popolazione palestinese sta subendo a causa dell’esercito di Israele. Il numero in edicola è stato pubblicizzato così: “L’annessione della Cisgiordania, con i soldati complici dei coloni. Gaza annientata. L’avanzata in Libano. Il confine violato in Siria. La guerra all’Iran. Pulizia etnica e massacri. Così la destra sionista dà forma al Grande Israele”. Il fotografo autore dello scatto, Pietro Masturzo, ha raccontato che la foto è stata scattata il 12 ottobre: i palestinesi del villaggio di Idhna dovevano fare la raccolta delle olive ma un gruppo di coloni, armati, è arrivato e ha impedito loro di procedere: nel video che Masturzo ha pubblicato su Facebook, si vede tutta la scena e l’interazione tra la ragazza palestinese e il colono, che ha il cellulare in mano per tutto il tempo.

IL “GHIGNO”

Quanto all’immagine scelta per la copertina, sul sito del settimanale viene spiegata così: “Un uomo con kippah e peyot, i riccioli degli ebrei ortodossi, inquadra con il cellulare una donna che indossa un hijab in tessuto fantasia. Lui è un israeliano armato, lei una ragazza palestinese. Ma più che lo scontro di religioni o di civiltà, a colpire chi guarda “L’abuso” denunciato dalla copertina del nuovo numero de L’Espresso è la disumanità del ghigno sul volto del colono, mentre inquadra soddisfatto con il suo cellulare la ragazza araba dal volto addolorato, una delle vittime delle scorrerie sempre più frequenti in Cisgiordania”.

Pietro Masturzo photography

LE PAROLE DELL’AMBASCIATORE

La copertina e il pezzo hanno provocato molta irritazione nell’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, che ha espresso parole dure in un tweet su X: “Condanniamo fermamente l’uso manipolatorio della recente copertina de L’Espresso. L’immagine distorce la complessa realtà con cui Israele deve convivere, promuovendo stereotipi e odio. Un giornalismo responsabile deve essere equilibrato e corretto”.

LA FOTO

La fotografia è stata scattata dal fotografo italiano Pietro Masturzo nell’ottobre scorso durante un reportage sui coloni della Cisgiordania. Lo stesso uomo che sulla copertina dell’Espresso scatta la foto alla ragazza prigioniera si vede in altre foto del fotografo Hazem Bader dell’AFP. Sui social, Masturzo è intervenuto con un post: “In tanti stanno chiedendo se questa foto sia stata generata con l’IA, altri mi segnalano post in cui si dà per accertato che questa foto sia stata generata con l’IA. Ebbene NO, la foto in questione non è frutto di Intelligenza Artificiale! Ho scattato questa foto nel villaggio palestinese di Idhna (a ovest di Hebron) lo scorso 12 ottobre, nel primo giorno di raccolta delle olive. Sul luogo erano presenti anche le autorità palestinesi locali, un gruppo di attivisti internazionali e diversi giornalisti palestinesi e internazionali, compreso il New York Times. Proprio all’inizio della raccolta è sopraggiunto un gruppo di coloni israeliani armati (alcuni dei quali indossavano l’uniforme dell’esercito, come il colono in questione) e accompagnati da veri soldati (con il volto coperto) che hanno impedito ai palestinesi di raccogliere le proprie olive”, ha scritto su Facebook.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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