I negoziati di Islamabad sono già “falliti”, Vance lascia il Pakistan: “Non hanno accettato le nostre condizioni”. Per l’Iran le richieste americane sono “irragionevoli”
I colloqui di pace di Islamabad sono già “falliti”. Così ha detto il vicepresidente americano J.D. Vance nel lasciare il tavolo, e il Pakistan, dopo una mezza maratona di 21 ore. “Hanno scelto di non accettare le nostre condizioni”, ha detto Vance in una breve conferenza stampa da Islamabad. “Ce ne andiamo da qui con una proposta molto semplice: un metodo di intesa che rappresenta la nostra offerta finale e migliore”, ha aggiunto. “Vedremo se gli iraniani l’accetteranno”. Ha lasciato quindi uno spiraglio aperto.
I colloqui tra alti funzionari si sono protratti oltre le 6 del mattino di domenica, ora locale, per quello che tutti i media internazionali raccontano come un evento a suo modo “epocale”, “storico”. Esmaeil Baqaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha scritto sui social media che i colloqui in Pakistan “hanno riguardato diverse questioni principali oggetto di negoziazione, tra cui lo Stretto di Hormuz, la questione nucleare, le riparazioni di guerra, la revoca delle sanzioni e la fine definitiva della guerra contro l’Iran e nella regione”. Baqaei, che si trovava in Pakistan come membro della delegazione iraniana, ha aggiunto che il successo dei colloqui dipendeva dall’”accettazione da parte degli Stati Uniti dei legittimi diritti e interessi dell’Iran”.
Israele non è stato coinvolto nei colloqui e Benjamin Netanyahu ci ha tenuto a precisare che la guerra “non è finita”. Mentre Vance illustrava la situazione di stallo nei negoziati, il presidente Trump e il segretario di Stato Marco Rubio si trovavano in un palazzetto dello sport a Miami per l’UFC 327, a guardare un montaggio video di incontri passati, racconta il New York Times.
Tutti gli aggiornamenti di domenica:
8:30 – ANCHE L’IRAN SE NE VA
Dopo quella americana, anche la delegazione iraniana ha lasciato il Pakistan. Per l’Iran i principali negoziatori erano il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
7:45 – COSA E’ ANDATO STORTO
“Abbiamo chiarito in modo inequivocabile quali sono le nostre linee rosse, su quali punti siamo disposti a cedere e su quali no”, ha detto Vance dichiarando il fallimento dei negoziati di Islamabad. Vance non ha specificato quali fossero queste linee rosse, ma i nodi al pettine sono sempre gli stessi. Secondo due funzionari iraniani a conoscenza dei colloqui che hanno parlato con il New York Times, alle prime ore di domenica restavano tre i principali punti critici: la riapertura dello Stretto di Hormuz; il destino di quasi 900 libbre di uranio altamente arricchito; e la richiesta dell’Iran di sbloccare circa 27 miliardi di dollari di entrate congelate e detenute all’estero.
Gli Stati Uniti hanno chiesto all’Iran di riaprire immediatamente lo Stretto, ma l’Iran si è rifiutato, affermando che lo avrebbe fatto solo dopo un accordo di pace definitivo. Secondo quanto riferito dai funzionari, l’Iran ha anche chiesto un risarcimento per i danni causati da sei settimane di raid aerei e lo sblocco dei proventi petroliferi congelati in Iraq, Lussemburgo, Bahrein, Giappone, Qatar, Turchia e Germania per finanziare la ricostruzione. Gli americani hanno respinto queste richieste.
Un altro punto di contesa è stata la richiesta di Trump che l’Iran consegnasse o vendesse l’intero suo arsenale di uranio arricchito. L’Iran ha risposto con una controproposta, ma le parti non sono riuscite a raggiungere un compromesso.
7:00 – TRUMP DICE DI AVERE IN MANO UNA CARTA VINCENTE
Donald Trump, non ha ancora commentato ufficialmente il fallimento dei colloqui di pace. Intanto però ha pubblicato su Truth Social il link ad un articolo intitolato “La carta vincente che il presidente ha in mano se l’Iran non cede: un blocco navale”.
L’articolo, scritto da John Solomon, un controverso giornalista statunitense di lungo corso, e pubblicato sul sito web conservatore di Solomon, “Just the News”, cita esperti secondo i quali Trump “potrebbe semplicemente aggirare il blocco iraniano sullo Stretto di Hormuz”.
6:30 – L’IRAN: IRREALISTICO RAGGIUNGERE UN ACCORDO IN UN GIORNO
Un portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha affermato che i colloqui si sono svolti in un clima di sfiducia e che era irrealistico credere che si potesse raggiungere un accordo in una sola sessione. Lo riporta la Reuters. Il portavoce ha affermato che i contatti e le consultazioni tra Iran, Pakistan e altri alleati nella regione continueranno.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

