Nova, la più grande rete professionale di talenti selezionati in Europa, fondata nel 2020 e con oltre 25.000 membri in 80 Paesi, ha svelato la “Nova 111 List” dei professionisti under 35 che guidano l’innovazione in Italia
L’Italia ha un talento straordinario. E continua a non saperlo trattenere. È un tema che il Paese conosce bene: la fuga dei cervelli è nel dibattito pubblico da anni. Ma spesso se ne parla in termini astratti, con numeri macroeconomici e titoli allarmisti. I dati della quinta edizione della Nova 111 List permettono, per la prima volta, di dare un volto concreto a quel fenomeno.
Ogni anno, Nova – la più grande rete professionale di talenti selezionati in Europa, con oltre 25.000 membri in 80 Paesi – si propone di rispondere a una domanda scomoda: chi sono davvero i giovani professionisti più promettenti di un Paese? Non i più visibili né i più menzionati dai media, ma quelli con la migliore combinazione di percorso, potenziale e capacità di impatto. Per trovarli, l’organizzazione sottopone migliaia di candidati a un processo di selezione in tre fasi: valutazione con tecnologia proprietaria, analisi da parte di un team specializzato e giudizio di una giuria esterna composta da dirigenti ed esperti di risorse umane. I criteri: leadership, adattabilità, eccellenza professionale, potenziale di impatto, sono pubblicati apertamente. Non si premia la notorietà. Si premia ciò che i dati dimostrano. Il risultato: 111 vincitori in 11 settori. La Nova 111 List.
62 città, 15 region, perché “il talento non ha un solo codice postale”
I 111 selezionati – tutti sotto i 35 anni – sono nati in 62 città diverse e rappresentano 15 regioni italiane. Si sono formati in oltre 32 università differenti, con un equilibrio quasi perfetto tra atenei pubblici e privati (49% e 51%). Ci sono vincitori nati a Catania, Brindisi, Napoli, Genova, Trento, Pescara, Enna o Ragusa. Non solo quindi Milano e Roma, anche se la Lombardia (22%) e il Lazio (16%) restano i principali bacini di origine.
L’edizione 2026 raggiunge inoltre una rappresentazione di genere quasi paritaria: 53% uomini e 46% donne — con verticali come Management Consulting e Healthcare & Life Sciences in cui le donne rappresentano oltre il 70% dei vincitori.
Il dato che racconta tutto: l’83% è dovuto andare all’estero
Quando si analizzano i percorsi di questi 111 professionisti, emerge uno schema che si ripete. Sono persone che hanno iniziato presto, hanno cercato borse di studio competitive, hanno investito nella propria formazione con risultati eccellenti fin dall’inizio. L’89% ha un Master. Il 13% ha un dottorato di ricerca, in università come Oxford, MIT, EPFL, ETH Zürich o Imperial College London.
Ma il dato più significativo è un altro: l’83% ha avuto un’esperienza accademica internazionale durante la propria formazione. Non per scelta turistica, ma perché l’esperienza internazionale è diventata un requisito quasi imprescindibile per costruire un percorso professionale di eccellenza. Lingue, reti, esposizione ad altri mercati, un altro modo di pensare e di lavorare.
Giulia Musacci: impatto misurabile prima dei 35 anni. La SuperNova dell’Anno incarna questa storia meglio di qualsiasi statistica
Giulia Musacci (di Ferrara, Emilia Romagna) ha costruito in meno di un decennio un percorso che la maggior parte dei professionisti non completa in un’intera carriera. In McKinsey & Company è passata da Associate a Junior Associate Partner in meno di quattro anni, guidando la digitalizzazione del settore pubblico italiano con oltre 15 nuovi clienti tra governi regionali e ministeri, coordinando trasformazioni su larga scala in banca ed energia con investimenti superiori ai 2 miliardi di euro, e progettando modelli di business in sanità digitale capaci di generare ricavi aggiuntivi per 40-50 milioni di euro. Oggi, da ghSMART – appena riconosciuta da Forbes come una delle migliori società di consulenza manageriale d’America – affianca CEO, consigli di amministrazione e investitori nelle decisioni più critiche di leadership e successione.
Ciò che definisce Giulia è lo stesso che definisce i 111: la capacità di generare un impatto concreto e misurabile, in tempi e a livelli che superano ogni aspettativa.
“Essere inclusa nella Nova 111 List e ricevere il riconoscimento SuperNova rappresenta per me soprattutto il valore del percorso: delle scelte coraggiose, dei rischi affrontati e della volontà di generare un impatto autentico restando fedele ai miei principi. È anche una responsabilità a continuare a crescere, mantenendo curiosità e senso critico, e a contribuire sempre di più alla comunità. Un momento chiave è stato spostare il mio focus dal “cosa” al “chi”, scegliendo di lavorare sullo sviluppo delle persone e dei leader per creare un impatto più profondo e duraturo. Tra le sfide più importanti, il passaggio a ruoli di leadership mi ha insegnato il valore di decisioni consapevoli, anche difficili, orientate al bene collettivo. Il consiglio che porto con me è di puntare sempre in alto, senza sottostimarsi, chiedere aiuto lungo il percorso e accettare anche le cadute, perché sono spesso ciò che ci permette di ripartire con maggiore consapevolezza.“
La Nova 111 List non è solo un riconoscimento. I vincitori ottengono l’accesso a vita alla community di Nova e una visibilità che amplifica il loro percorso di carriera.
Ma l’obiettivo è più ambizioso: quando identifichi e dai strumenti alle persone con la maggiore capacità di impatto, la loro influenza si moltiplica. Ogni vincitore che accede a opportunità migliori, che guida un progetto più ambizioso, che si connette con altri profili del suo livello, genera un effetto a catena sul proprio ambiente, sul proprio settore e sul proprio Paese.
“L’impatto non è mai lineare. Una persona con il talento e gli strumenti giusti non migliora solo la propria vita, migliora quella di tutti coloro che la circondano. Crea lavoro, forma team, ispira gli altri a essere più ambiziosi. Questo effetto moltiplicatore è la ragione per cui esiste la Nova 111 List: perché spingendo 111 persone, l’impatto reale arriva a migliaia” aggiunge Andrea Marino, CEO e cofondatore di Nova.
Le aziende che stanno già scommettendo su questo talento
L’edizione 2026 in Italia conta sulla collaborazione di SDA Bocconi e Chiesi come partner ufficiali. Sono organizzazioni che hanno capito che la migliore strategia di employer branding non è dire di attrarre il miglior talento, ma dimostrarlo: associare il proprio marchio ai 111 professionisti più promettenti del Paese. Allo stesso tempo, la Nova 111 List offre loro accesso diretto a un pool di talento già identificato e valutato, profili che raramente si trovano nei canali di recruiting tradizionali, ma che sono esattamente quelli che ogni azienda vorrebbe avere.
L’elenco completo dei vincitori è consultabile su https://www.novatalent.com/111/italy

