Ipertrigliceridemia: plozasiran riduce i trigliceridi fino all’83% e conferma un profilo di sicurezza favorevole a lungo termine
Nuovi dati a lungo termine rafforzano il potenziale di plozasiran nel trattamento dell’ipertrigliceridemia, anche nelle forme più severe. Arrowhead Pharmaceuticals ha infatti presentato al congresso American College of Cardiology Annual Scientific Session 2026 (ACC.26) i risultati di uno studio di estensione in aperto della durata di due anni, che mostrano riduzioni marcate e durature dei trigliceridi insieme a un profilo di sicurezza coerente nel tempo.
I dati, pubblicati anche sull’American Journal of Preventive Cardiology, evidenziano benefici clinicamente rilevanti lungo l’intero spettro dell’ipertrigliceridemia.
Riduzioni marcate e sostenute dei trigliceridi
Nel corso dello studio, i pazienti con ipertrigliceridemia severa (sHTG) hanno ottenuto una riduzione mediana dei trigliceridi pari all’83%, mentre nei pazienti con ipertrigliceridemia meno grave la riduzione è stata del 67%.
Un dato particolarmente rilevante riguarda il raggiungimento di soglie di rischio clinico:
• il 96% dei pazienti con sHTG ha raggiunto livelli di trigliceridi inferiori a 500 mg/dL, soglia associata al rischio di pancreatite acuta
• il 63% ha raggiunto livelli inferiori a 150 mg/dL
• nei pazienti con HTG, il 93% ha raggiunto valori sotto i 150 mg/dL
Questi risultati suggeriscono un controllo efficace e duraturo dei trigliceridi anche nei pazienti più difficili da trattare.
Benefici anche su lipoproteine aterogene
Oltre alla riduzione dei trigliceridi, plozasiran ha mostrato miglioramenti favorevoli su diversi parametri lipidici associati al rischio cardiovascolare, tra cui:
• colesterolo remnant
• colesterolo non-HDL
• apolipoproteina B
Questo profilo suggerisce un potenziale impatto non solo sul rischio di pancreatite, ma anche sulle complicanze cardiovascolari.
Nessun caso di pancreatite acuta in due anni
Un elemento di particolare interesse clinico è rappresentato dall’assenza di episodi di pancreatite acuta durante i due anni di trattamento nello studio di estensione, nonostante l’inclusione di pazienti ad alto rischio.
“L’assenza di eventi di pancreatite acuta in una popolazione così fragile è particolarmente rassicurante”, ha commentato Christie Ballantyne, principal investigator dello studio, sottolineando l’importanza dei dati a lungo termine per valutare pienamente efficacia e sicurezza.
Meccanismo innovativo: silenziamento di APOC3
Plozasiran è una terapia basata su RNA interference progettata per ridurre la produzione epatica di apolipoproteina C-III (APOC3), un regolatore chiave del metabolismo dei trigliceridi.
Bloccando APOC3, il farmaco favorisce la clearance dei trigliceridi attraverso vie sia dipendenti che indipendenti dalla lipoprotein lipasi, riproducendo un meccanismo osservato in soggetti con varianti genetiche protettive.
Profilo di sicurezza stabile nel tempo
Il trattamento si è dimostrato generalmente ben tollerato, con un profilo di sicurezza coerente con gli studi precedenti. Non sono emersi nuovi segnali di sicurezza e i parametri glicemici sono rimasti stabili nel tempo.
Gli eventi avversi più comuni includevano infezioni respiratorie, COVID-19, diabete, dolore lombare e affaticamento, senza differenze clinicamente rilevanti nei parametri laboratoristici.
Verso la fase 3 e la registrazione
I dati presentati si inseriscono nel programma di sviluppo clinico di plozasiran, che include studi di fase 3 attualmente in corso (SHASTA-3, SHASTA-4 e MUIR-3), con completamento previsto entro metà 2026.
L’azienda prevede di presentare una domanda regolatoria negli Stati Uniti entro la fine del 2026.
Secondo Christopher Anzalone, CEO di Arrowhead, i risultati confermano il potenziale della molecola come terapia di riferimento per diverse forme di ipertrigliceridemia, dopo la recente approvazione nella sindrome da chilomicronemia familiare.
Un bisogno clinico ancora aperto
L’ipertrigliceridemia severa è associata a un rischio elevato di pancreatite acuta e a un aumento del rischio cardiovascolare, ma le opzioni terapeutiche disponibili sono limitate e spesso insufficienti a mantenere i livelli lipidici sotto controllo.
In questo contesto, i dati a lungo termine su plozasiran suggeriscono la possibilità di un approccio terapeutico mirato e duraturo, in grado di modificare significativamente il profilo di rischio di questi pazienti.

