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Addio alle figurine dei calciatori Panini, la Federazione calcio ha scelto Topps

Il Pd ha chiesto al ministro della Sport di chiarire: “È una decisione di forte impatto simbolico, la Panini rappresenta un pezzo di storia del calcio”

La notizia è stata data dal Fatto quotidiano, circa una settimana fa, e ha fatto molto rumore: dopo 60 anni, Panini non si occuperà più di produrre le figurine e gli album legati al calcio italiano, Nazionale compresa. La Federazione calcio, infatti, nell’ultimo consiglio federale avrebbe dato l’ok a una serie di decisioni (non trattate in modo esteso e non inserite nell’ordine del giorno) tra cui appunto quella di non rinnovare più il contratto con la Panini (che di recente era stato prorogato fino al 2034) ma di ingaggiare la Topps, società specializzata in carte collezionabili che fa parte del gruppo internazionale Fanatics. Dal 2035, dunque, sarà Topps ad avere i diritti in esclusiva per lo sfruttamento dell’immagine delle squadre, dei giocatori, degli allenatori e dei loghi di tutte le squadre che fanno capo alla Federazione. A Modena il Partito democratico, appresa la notizia, ha presentato un’interrogazione al ministro dello Sport.

Chiesti chiarimenti al ministro dello Sport Abodi

Stefano Vaccari, deputato modenese Pd e segretario di presidenza della Camera: “Ho presentato, insieme alla collega Maria Cecilia Guerra, un’interrogazione al ministro per lo Sport per fare piena luce sulla decisione della Figc di affidare, a partire dal 2035, la produzione e distribuzione dell’album delle figurine della Nazionale al gruppo Topps, escludendo di fatto Panini”, storica eccellenza italiana e “leader mondiale del settore”. E prosegue: “Non si tratta solo di una scelta commerciale, ma di una decisione che ha un forte impatto simbolico, economico e industriale. Panini rappresenta da oltre 60 anni un pezzo importante dell’immaginario collettivo legato al calcio. Dalle informazioni disponibili emergono inoltre elementi di criticità nelle modalità con cui l’accordo sarebbe stato approvato perché inserito tra le varie ed eventuali del Consiglio federale”, senza un confronto preventivo, senza il parere della Lega Calcio di serie A e senza il coinvolgimento di tutti gli attori. Quindi, rilancia il parlamentare Pd, “è necessario chiarire perché non sia stata attivata una procedura realmente aperta e competitiva, capace di garantire piena trasparenza e pari opportunità tra operatori. Ancora più rilevante è il fatto che l’intesa entrerà in vigore solo nel 2035, ma vincola già oggi anche le future governance federali”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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