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Migranti, 19 morti per ipotermia al largo delle coste libiche. Altre 18 vittime nel Mar Egeo

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La guardia costiera italiana è intervenuta a 85 miglia da Lampedusa intorno alle 3 di notte

Una strage nell’ultimo naufragio nel Canale di Sicilia: 19 morti cinque feriti in condizioni disperate. La guardia costiera italiana intorno alle 3 ha soccorso un barcone carico di migranti partito dalle coste libiche; i marinai hanno raggiunto l’imbarcazione a 85 miglia da Lampedusa, in acque Sar libiche. A bordo hanno trovato già più di una decina di cadaveri, morti per ipotermia. Altri migranti sono deceduti durante il trasporto verso l’isola. Cinque sono in condizioni critiche, fra cui un bambino, e sono stti ricoverati al punto di soccorso di Lampedusa.

Altri 19 morti, tra cui un neonato, anche nel Mar Egeo

Diciannove sono anche i migranti afghani, tra cui un neonato, morti al largo delle coste di Bodrum, in Turchia. La guardia costiera ha riferito che l’imbarcazione sulla quale si trovavano ha ignorato i ripetuti avvertimenti di fermarsi e ha tentato di fuggire a tutta velocità. Poi ha iniziato a imbarcare acqua e alla fine si è capovolta al largo della città di Bodrum. Almeno altri 20 migranti sono stati tratti in salvo.

Le squadre di soccorso, supportate da un elicottero inviato dalla vicina Izmir, hanno inizialmente salvato 21 persone e recuperato 18 corpi senza vita. Uno dei migranti è poi deceduto in ospedale. Le ricerche continuano per almeno un’altra persona di cui si sono perse le tracce.

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