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Guerra in Medioriente, uccisi 3 giornalisti in Libano

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Guerra in Medioriente, uccisi tre giornalisti in un raid israeliano in Libano. Israele: “Ali Shoeib era affiliato a Hezbollah”

La guerra in Medio Oriente è giunta al trentesimo giorno. Tutti gli aggiornamenti di oggi.

UCCISI TRE GIORNALISTI IN LIBANO

Morti tre giornalisti libanesi durante un raid israeliano in Libano meridionale: stavano viaggiando su un veicolo che è stato colpito da un’esplosione. Le forze israeliane hanno confermato di aver colpito la vettura su cui viaggiavano i giornalisti, affermando che uno dei giornalisti, Ali Shoeib, fosse affiliato a Hezbollah. Ma non è stato spiegato nient’altro. Il presidente libanese ha definito l’azione una palese violazione del diritto internazionale umanitario. Da più parti è stata invocata anche la violazione delle norme che proteggono i cronisti in zone di guerra.

COLPITA NELLA NOTTE L’UNIVERSITÀ DI TEHERAN

Si apprende che nella notte alcuni edifici dell’Università iraniana di scienza e tecnologia sono stati colpiti nel corso di raid aerei: lo scrive Iran International che mostra un video. Ieri le autorità locali iraniane hanno denunciato che almeno 26 civili, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi in un radi a Isfahan in un attacco, ha denunciato il vicegovernatore della provincia, come riportato da Nbc, ad una zona residenziale della città nell’Iran centrale.

TRUMP HA ACCETTATO DI SOSPENDERE GLI ATTACCHI PER 10 GIORNI

Sul fronte statunitense, nelle ultime ore, Donald Trump ha ribadito la sua delusione nei confronti della Nato definendola una “tigre di carta”. Il presiedente americano non ha ‘gradito’ infatti, il rifiuto di alcuni membri di non supportare le operazioni sullo Stretto di Hormuz e per questo, durante una conferenza, ha accennato la possibilità di ridurre i fondi all’organizzazione: “Noi aiutiamo la NATO, ma loro non aiutano mai noi”. Il presidente americano ha fatto sapere inoltre su Truth, che ha accolto la richiesta del governo iraniano di sospendere di 10 giorni, fino alle 20 del 6 aprile, gli attacchi alle centrali nucleari aggiungendo che “i colloqui sono in corso e, nonostante le affermazioni errate diffuse dai media, stanno procedendo molto bene”.

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che gli Stati Uniti possono raggiungere i loro obiettivi di guerra “senza truppe di terra” e che la fine del conflitto avverrà tra “poche settimane e non pochi mesi”.

Intanto l’alleato Israele va per la sua strada. Secondo quanto riferito dai media, in Iran l’Idf ha attaccato due siti nucleari: quello di produzione di yellowcake di Ardakan, colpito insieme all’impianto di acqua pesante di Khondab. Fortunatamente l’Organizzazione iraniana per l’energia atomica ha affermato che non vi è stata alcuna fuoriuscita di materiale radioattivo.

L’IRAN COLPISCE 500 SOLDATI AMERICANI A DUBAI: NUMEROSI MORTI

Secondo quanto scrive l’agenzia Tasnim, il portavoce del Comando Centrale iraniano Khatam al-Anbia ha riferito di numerose vittime tra gli oltre 500 militari americani presenti a Dubai a seguito di attacchi iraniani. “Nelle ultime ore, sono stati individuati due dei loro nascondigli: il primo con oltre 400 persone e il secondo con oltre 100 persone a Dubai. Entrambi sono stati colpiti da missili di precisione e droni delle valorose Forze Aerospaziali e della Marina del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, subendo pesantissime perdite”, ha aggiunto il portavoce. “Trump e i comandanti dell’esercito americano devono comprendere appieno che la regione si trasformerà in un cimitero per i soldati americani e che non avranno altra scelta se non quella di arrendersi alla volontà divina del popolo eroico e dei coraggiosi guerrieri dell’Islam”.

PEZESHKIAN AI PAESI DEL GOLFO: NON AIUTATE GLI USA

Il presidente dell’Iran Pezeshkian ha invitato i Paesi del Golfo a non aiutare gli Stati Uniti se desiderano sicurezza.”Abbiamo ripetuto più volte che l’Iran non effettua attacchi preventivi, ma reagiremo con forza se le nostre infrastrutture o i nostri centri economici saranno presi di mira. Ai paesi della regione: Se desiderate sviluppo e sicurezza, non permettete ai nostri nemici di condurre la guerra dai vostri territori.

KUWAIT. ALTRI MILITARI ITALIANI RIENTRANO

A quanto apprende la Dire sarebbe rientrato un altro gruppo di militari italiani rimasti finora nella base di Ali Al Salem in Kuwait e chiusi nel bunker da quando è scoppiata la guerra, dopo che americani e kuwaitiani hanno lasciato la base. Restano ancora una decina di militari che aspettano di tornare in Italia.

GLI HOUTI RIVENDICANO L’ATTACCO SU ISRAELE

Gli Houthi yemeniti hanno rivendicato l’attacco missilistico contro Israele, si tratta del primo dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Secondo quanto riporta Al Jazeera, in una dichiarazione il gruppo filo-iraniano ha affermato che l’azione è scaturita a seguito degli attacchi contro le infrastrutture e dell’uccisione di civili in Libano, Iran, Iraq e Palestina. Il gruppo ha inoltre dichiarato che la sua operazione “continuerà fino al raggiungimento degli obiettivi dichiarati… e fino a quando non cesserà l’aggressione contro tutti i fronti della resistenza”.

MISSILE DALLO YEMEN VERSO ISRAELE

“Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno identificato il lancio di un missile dallo Yemen verso il territorio israeliano”. Lo scrive l’Idf sul suo canale Telegram.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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