Nei pazienti con colite ulcerosa, icotrokinra riduce l’infiammazione sistemica e tissutale secondo i risultati dello studio ANTHEM-UC
Un’analisi ancillare dello studio clinico ANTHEM-UC ha valutato l’impatto di icotrokinra, innovativo peptide orale che blocca selettivamente il recettore dell’interleuchina-23 (IL-23), sull’infiammazione sistemica e tissutale nei pazienti con colite ulcerosa moderata-grave. I risultati, presentati durante il congresso 2026 della ECCO (European Crohn’s and Colitis Organisation) mostrano una riduzione significativa dei biomarcatori infiammatori nel sangue, nelle feci e nel tessuto colico, con effetti evidenti già nelle prime settimane di trattamento e mantenuti fino alla settimana 28. I dati suggeriscono un possibile nuovo approccio terapeutico mirato nella gestione della malattia.
Un nuovo bersaglio terapeutico nella colite ulcerosa
La colite ulcerosa è una malattia infiammatoria cronica intestinale caratterizzata da un’attivazione persistente del sistema immunitario a livello della mucosa del colon. Nonostante i notevoli progressi compiuti negli ultimi anni con l’introduzione di farmaci biologici e piccole molecole, molti pazienti continuano a non rispondere adeguatamente alle terapie disponibili o sviluppano una perdita di efficacia nel tempo. Per questo motivo la ricerca scientifica si concentra sempre più su nuovi bersagli molecolari coinvolti nei meccanismi dell’infiammazione intestinale.
Tra questi, la via dell’interleuchina-23 (IL-23) riveste un ruolo chiave nella regolazione delle risposte immunitarie coinvolte nelle malattie infiammatorie intestinali. In questo contesto si inserisce icotrokinra, una nuova molecola sperimentale appartenente alla classe dei peptidi orali mirati che bloccano in modo selettivo il recettore dell’IL-23. Si tratta di un approccio innovativo che punta a intervenire in maniera precisa su uno dei principali circuiti infiammatori responsabili della patogenesi della colite ulcerosa.
I dati presentati derivano da uno studio ancillare dello studio clinico ANTHEM-UC, un trial di fase 2b randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, progettato per valutare efficacia e sicurezza di icotrokinra in pazienti adulti con colite ulcerosa moderata-grave refrattaria alle terapie convenzionali o avanzate. Lo studio prevedeva quattro bracci di trattamento: placebo e tre dosaggi di icotrokinra (100, 200 e 400 mg). L’endpoint primario era rappresentato dalla risposta clinica alla settimana 12, mentre i pazienti sono stati seguiti fino alla settimana 28.
Parallelamente alla valutazione clinica, i ricercatori hanno analizzato diversi biomarcatori infiammatori sistemici e tissutali, attraverso campioni di sangue, feci e biopsie coliche ottenute durante colonscopie effettuate al basale, alla settimana 12 e alla settimana 28. L’obiettivo era comprendere meglio come il farmaco influenzi il carico infiammatorio sia a livello sistemico sia direttamente nel tessuto intestinale.
Riduzione dei biomarcatori infiammatori nel sangue, nelle feci e nel colon
I pazienti arruolati nello studio presentavano caratteristiche tipiche di una popolazione con malattia attiva e di lunga durata. La durata media della patologia era di circa otto anni, mentre tra un terzo e quasi la metà dei pazienti presentava una forma estesa di colite ulcerosa. Più della metà dei partecipanti mostrava un punteggio endoscopico Mayo pari a 3, indicativo di infiammazione severa della mucosa colica. Inoltre, i livelli di calprotectina fecale risultavano significativamente elevati, mentre la proteina C reattiva (CRP) nel sangue era solo moderatamente aumentata, un pattern spesso osservato in questa patologia.
I primi risultati hanno riguardato i biomarcatori infiammatori più comunemente utilizzati nella pratica clinica: CRP e calprotectina fecale. Nei pazienti trattati con placebo non sono state osservate variazioni significative nel corso dello studio. Al contrario, nei pazienti trattati con icotrokinra è emersa una riduzione progressiva di questi marcatori infiammatori già dopo poche settimane di trattamento. L’effetto si consolidava entro la settimana 12 e veniva mantenuto fino alla settimana 28.
La riduzione dell’infiammazione risultava più marcata con i dosaggi più elevati di icotrokinra (200 e 400 mg), mentre la dose da 100 mg mostrava un effetto più tardivo e meno pronunciato.
Un ulteriore livello di analisi ha riguardato la via infiammatoria dell’IL-23, valutata attraverso la misurazione nel siero di alcune citochine a valle di questa via, tra cui IL-22, IL-17A e IL-17F. Anche in questo caso i risultati hanno evidenziato una riduzione significativa di questi mediatori infiammatori nei pazienti trattati con icotrokinra. La diminuzione risultava già evidente alla settimana 4, aumentava progressivamente fino alla settimana 12 e si manteneva stabile fino alla settimana 28. Ancora una volta, i dosaggi più elevati mostravano un impatto più marcato sul carico infiammatorio sistemico.
Effetti diretti sull’infiammazione del tessuto intestinale
Oltre ai biomarcatori sistemici, lo studio ha analizzato anche il carico infiammatorio direttamente nel tessuto del colon, utilizzando tecniche avanzate di analisi trascrittomica delle biopsie coliche. In particolare, i ricercatori hanno utilizzato una gene set variation analysis per valutare l’attivazione della via dell’IL-23 a livello tissutale.
I risultati hanno mostrato che, mentre nel gruppo placebo non si osservavano cambiamenti significativi tra l’inizio dello studio e la settimana 12, nei pazienti trattati con icotrokinra si registrava una chiara riduzione dell’attivazione dei geni associati alla via dell’IL-23. Questo effetto era già evidente alla settimana 12 e risultava ancora più marcato alla settimana 28, quando i livelli di attività infiammatoria risultavano vicini a quelli osservati in un gruppo indipendente di controlli sani.
Un’analisi più ampia dei programmi trascrizionali attivati nella colite ulcerosa ha confermato questi risultati. I ricercatori hanno osservato che i percorsi biologici associati all’infiammazione e all’attivazione delle cellule immunitarie, tra cui macrofagi attivati, granulociti infiammatori e linfociti, risultavano fortemente espressi nei campioni basali dei pazienti con malattia attiva. Parallelamente, i percorsi biologici legati alla riparazione dell’epitelio e all’integrità della barriera intestinale risultavano invece ridotti.
Dopo 12 settimane di trattamento con icotrokinra si osservava un vero e proprio ribaltamento di questo pattern biologico: le vie associate all’infiammazione risultavano ridotte, mentre quelle coinvolte nella riparazione dell’epitelio e nel mantenimento della barriera mucosale tornavano ad aumentare. Questo suggerisce che il farmaco non si limita a ridurre l’infiammazione, ma potrebbe anche contribuire a ristabilire l’equilibrio fisiologico della mucosa intestinale.
In conclusione, i risultati di questa analisi ancillare dello studio ANTHEM-UC forniscono nuove evidenze sul meccanismo d’azione di icotrokinra nella colite ulcerosa. Il blocco selettivo del recettore dell’IL-23 con questo peptide orale sperimentale si associa infatti a una riduzione significativa del carico infiammatorio sia a livello sistemico sia nel tessuto colico.
Il trattamento ha dimostrato di ridurre i biomarcatori infiammatori nel sangue e nelle feci, di attenuare l’attivazione delle vie immunitarie guidate dall’IL-23 e di favorire una normalizzazione del profilo trascrizionale della mucosa intestinale. Gli effetti sono stati osservati con tutti i dosaggi studiati, anche se le riduzioni più marcate dell’infiammazione sistemica sono state registrate con le dosi da 200 e 400 mg.
Questi risultati contribuiscono a chiarire come il blocco mirato dell’asse IL-23 possa modulare in modo profondo i processi immunologici alla base della colite ulcerosa. Ulteriori studi saranno necessari per comprendere meglio la cinetica degli effetti locali e sistemici del farmaco e per definire il ruolo che icotrokinra potrebbe avere nel futuro panorama terapeutico delle malattie infiammatorie intestinali.
Louis e. et al., Icotrokinra, the first targeted oral peptide that selectively blocks the interleukin-23 receptor, reduces systemic and tissue inflammatory burden in Ulcerative Colitis: results from the ANTHEM-UC study. ECCO2026 18-21 febbraio Stoccolma.

