In Medio Oriente dopo quasi un mese dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, la guerra entra nel 29esimo giorno. Israele attacca due siti nucleari in Iran, Trump approva una tregua
La guerra in Medioriente è giunta al ventinovesimo giorno. Sul fronte statunitense, nelle ultime ore, Donald Trump ha ribadito la sua delusione nei confronti della Nato defindendola una “tigre di carta”. Il presiedente americano non ha ‘gradito’ infatti, il rifiuto di alcuni membri di non supportare le operazioni sullo Stretto di Hormuz e per questo, durante una conferenza, ha accennato la possibilità di ridurre i fondi all’organizzazione: “Noi aiutiamo la NATO, ma loro non aiutano mai noi”. Il presidente americano ha fatto sapere inoltre su Truth, che ha accolto la richiesta del governo iraniano di sospendere di 10 giorni, fino alle 20 del 6 aprile, gli attacchi alle centrali nucleari aggiungendo che “i colloqui sono in corso e, nonostante le affermazioni errate diffuse dai media, stanno procedendo molto bene”.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che gli Stati Uniti possono raggiungere i loro obiettivi di guerra “senza truppe di terra” e che la fine del conflitto avverrà tra “poche settimane e non pochi mesi”.
Intanto l’alleato Israele va per la sua strada. Secondo quanto riferito dai media, in Iran l’Idf ha attaccato due siti nucleari: quello di produzione di yellowcake di Ardakan, colpito insieme all’impianto di acqua pesante di Khondab. Fortunatamente l’Organizzazione iraniana per l’energia atomica ha affermato che non vi è stata alcuna fuoriuscita di materiale radioattivo.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

