“Propongo Stefania Craxi capogruppo”, dice Anna Maria Bernini per uscire da un imbarazzante silenzio seguito alle dimissioni di Gasparri
Momenti d’imbarazzo e tensione al gruppo di Forza Italia durante il passaggio di consegne tra Maurizio Gasparri e Stefania Craxi.
Appuntamento nell’ufficio di Gasparri per le 16.30, preceduto un’ora prima da un comunicato di Antonio Tajani che già esprimeva “i migliori auguri di buon lavoro” a Craxi, non ancora eletta. Tra i primi ad arrivare alla riunione il ministro Zangrillo, la ministra Casellati, il senatore Damiani, tutti firmatari dell’iniziativa di Claudio Lotito per chiedere un passo indietro a Gasparri. Si intrattengono a lungo in una stanza attigua a quella dell’incontro, mentre gli altri sfilano mano a mano. Tra gli ultimi a entrare Lotito e Anna Maria Bernini.
“Mi dimetto“, esordisce Gasparri quando sono tutti riuniti. Seguono dei lunghissimi secondi di silenzio, in cui non accade nulla. La tensione è palpabile, non parla nessuno. È Bernini, che non ha firmato la lettera, ad alzare la mano: “Scusate, posso dire una cosa?“. Suscita curiosità, si teme il colpo di scena che Tajani col comunicato ha voluto evitare. “Propongo Stefania Craxi capogruppo“, dice la ministra in veste di pontiere. “L’ha detto Tajani“, osserva un senatore. “Eh, appunto”, replica lei. La sottolineatura resta nell’aria, poi si procede. Lo strappo stavolta è ricucito.
Segue un altro momento di imbarazzo, c’è indecisione: si vota o si acclama? Si opta presto per l’acclamazione, tenuto conto anche della lunga tradizione azzurra per l’applauso unitario. A Marina piacendo.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

