Il gruppo farmaceutico francese Servier ha annunciato l’acquisizione della biotech statunitense Day One Biopharmaceuticals in un’operazione del valore complessivo di circa 2,5 miliardi di dollari
Il gruppo farmaceutico francese Servier ha annunciato l’acquisizione della biotech statunitense Day One Biopharmaceuticals in un’operazione del valore complessivo di circa 2,5 miliardi di dollari. L’accordo permetterà a Servier di ampliare il proprio portafoglio oncologico, in particolare nell’area dei tumori cerebrali pediatrici, rafforzando la strategia aziendale focalizzata sulle oncologie rare.
“Questa acquisizione rappresenta un ulteriore passo decisivo per consolidare la nostra posizione nell’oncologia delle malattie rare”, ha dichiarato Olivier Laureau, presidente del gruppo.
I termini dell’operazione
Servier lancerà un’offerta pubblica di acquisto in contanti su tutte le azioni in circolazione di Day One al prezzo di 21,50 dollari per azione, pari a un premio di circa il 68% rispetto alla chiusura del titolo del 5 marzo. L’operazione ha già ricevuto il via libera dal consiglio di amministrazione di Day One e dovrebbe concludersi nel secondo trimestre del 2026.
Al centro dell’accordo il farmaco Ojemda
L’asset principale dell’acquisizione è Ojemda (tovorafenib), inibitore orale di tipo II della chinasi RAF somministrato una volta alla settimana. Il farmaco ha ottenuto negli Stati Uniti un’approvazione accelerata per il trattamento di pazienti da sei mesi di età con glioma pediatrico di basso grado recidivato o refrattario con alterazioni di BRAF, una forma relativamente rara di tumore cerebrale.
L’approvazione si basa sui risultati dello studio di fase II FIREFLY-1, che ha mostrato un tasso di risposta globale del 64%. Il farmaco è attualmente valutato come trattamento di prima linea nello studio di fase III FIREFLY-2, con risultati attesi a metà 2027.
Dal punto di vista commerciale, Ojemda ha generato 155,4 milioni di dollari di vendite nel 2025 e si prevede che raggiungerà tra 225 e 250 milioni di dollari di ricavi netti negli Stati Uniti nel 2026. Al di fuori degli Stati Uniti, la commercializzazione è affidata alla francese Ipsen, che detiene i diritti internazionali del farmaco.
Sinergia con Voranigo nei tumori cerebrali
L’ingresso di Ojemda rafforza la presenza di Servier nel campo dei tumori cerebrali e si affianca a Voranigo, un inibitore orale di IDH1/2 approvato per pazienti con astrocitoma o oligodendroglioma di grado 2 dopo intervento chirurgico.
Servier aveva acquisito questo farmaco nel 2021 attraverso l’acquisto per 1,8 miliardi di dollari dell’unità oncologica di Agios Pharmaceuticals. Voranigo ha ottenuto l’approvazione della FDA nel 2024 e quella europea nel settembre scorso.
Pipeline oncologica in arrivo
Oltre al prodotto già sul mercato, l’operazione porta in dote a Servier anche alcuni programmi oncologici in fase precoce. Tra questi:
• emiltatug ledadotin, anticorpo-farmaco coniugato (ADC) diretto contro B7-H4, attualmente in fase I per il carcinoma adenoide cistico.
• DAY301, ADC targeting PTK7 in fase I per tumori solidi dell’adulto e pediatrici, sviluppato su licenza della biotech cinese MabCare Therapeutics.
Una strategia che punta anche sull’intelligenza artificiale
Negli ultimi mesi Servier ha inoltre rafforzato le proprie attività di ricerca con partnership nell’ambito dell’intelligenza artificiale. A gennaio l’azienda ha siglato accordi con Insilico Medicine e Iktos per accelerare la scoperta di nuovi farmaci in oncologia e neurologia.
Un’altra collaborazione, avviata nel 2024 con Aitia, utilizza AI e digital twin biologici per identificare nuovi target terapeutici nei gliomi.
Con l’acquisizione di Day One, Servier consolida quindi la propria presenza nel settore dei tumori rari e pediatrici, un’area in forte espansione della ricerca oncologica.
Secondo l’azienda, il portafoglio e l’approccio “patient-centric” della biotech californiana sono perfettamente allineati con l’obiettivo di diventare uno dei leader globali nello sviluppo di terapie per tumori rari.

