Il difensore dell’Arsenal ha parlato in conferenza stampa a Coverciano: “I tifosi a Bergamo ci daranno una mano, Gattuso mi è stato vicino anche quando ero fuori”

Quando la Nazionale ha disputato il suo ultimo Mondiale, Riccardo Calafiori aveva solo dodici anni. Oggi, che di anni ne ha ventitré, può dare il suo prezioso contributo per portare la Nazionale in America e permettere a tanti giovani e giovanissimi tifosi di vedere per la prima volta l’Italia alla fase finale della Coppa del Mondo: “Andare al Mondiale è il sogno che avevo da bambino – dichiara in conferenza stampa a Coverciano – questa partita non vedo l’ora di giocarla. La pressione c’è, è inutile cercare di evitarla. Sappiamo quanto è importante qualificarci, vogliamo tutti la stessa cosa. Cerchiamo di vivercela bene e di pensare positivo”.
Al comando della classifica con l’Arsenal, nel giro di un paio d’anni da giovane promessa è diventato protagonista in Premier League nonché una pedina importante di una Nazionale che giovedì a Bergamo (ore 20.45, diretta su Rai 1 – arbitra l’olandese Makkelie) non può permettersi passi falsi: “Dobbiamo rimanere il più possibile leggeri, sarà importante essere concentrati dal primo all’ultimo minuto. In partite così importanti il livello tattico e tecnico conta fino a un certo punto, contano di più l’unione e la mentalità”. Lanci lunghi e palle inattive, i pericoli maggiori con l’Irlanda del Nord arriveranno dall’alto: “Dovremo essere concentrati sui calci piazzati a sfavore perché loro possono essere molto pericolosi, ma possiamo esserlo anche noi. I calci piazzati nel calcio di oggi possono fare la differenza”.
IL LEGAME CON IL CT
La Nazionale si è ritrovata a Coverciano quattro mesi dopo l’ultima partita del girone con la Norvegia, ma tra telefonate e cene a domicilio quella di Gattuso è stata una presenza costante per gli Azzurri. Lo conferma anche Calafiori: “Ho apprezzato molto il comportamento che il mister ha avuto con noi, specialmente con me. Negli ultimi mesi ho sentito più lui di mia madre. È stato bravo a starmi molto vicino anche quando ero fuori. Poi c’è stata la cena a Londra, è stato bello stare insieme e parlare”.
