Sotto la lente la rete anarchica della Capitale per rintracciare l’eventuale “cellula” di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano. In manette Giuseppe Sciacca, tra i coinvolti nell’operazione Scintilla del 2019
Proseguono le indagini sulla morte di Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, i due anarchici rimasti uccisi nell’esplosione dell’ordigno che stavano preparando in un casale abbandonato nel parco degli Acquedotti a Roma.
L’IPOTESI DI UNA CELLULA DI TERRORISTI NELLA CAPITALE
Le attenzioni degli agenti della Digos si concentrano ora sui telefonini delle vittime, ritrovati nel loro appartamento. Si sospetta che la coppia facesse parte di una cellula pronta a compiere un attentato nelle vicinanze del luogo in cui sono stati ritrovati senza vita Ardizzone e Mercogliano. Lo lascia presupporre il tipo di ordigno che stavano manipolando e che poi è esploso, costando loro la vita: si trattava di una bomba artigianale, costruita con i fertilizzanti, altamente instabile. Non troppo distante dal casale crollato, nel quadrante sud-est di Roma, si concentrano infatti snodi ferroviari e alcuni presidi delle forze dell’ordine. Data la sua instabilità, l’ordigno doveva essere quindi usato in tempi rapidi e non poteva essere trasportato troppo distante. Questi, secondo il quotidiano Repubblica.it, sarebbero i punti di partenza dell’inchiesta coordinata dal pm Mario Dovinola che mira a raggiungere con chi i due stessero architettando l’attentato. L’idea è che Ardizzone e Mercogliano facessero parte di una cellula composta da quattro o cinque persone, attiva su Roma.
LA RICERCA TRA LA GALASSIA ANARCHICA ROMANA
Alla Digos il compito di ricostruire i contatti delle due vittime alla rete anarchica romana: sotto la lente degli investigatori, da sempre, risultano tre o quattro gruppi ritenuti più a rischio, attorno i quali ruotano una trentina di individui considerati più radicali e pericolosi. La ricerca di chi avrebbe potuto pianificare sabotaggi o attentati avviene anche attraverso l’analisi dei tabulati telefonici della zona del parco, segnali che possano indicare la presenza di eventuali “pali”. Ma Ardizzone e Mercogliano non avevano portato con loro nel casale i loro smartphone che sono stati recuperati nell’appartamento in cui vivevano insieme in via del Grano a Roma e messi sotto sequestro. Così come altri dispositivi- pc e supporti digitali- recuperati nel loro domicilio e ora all’esame degli investigatori.
L’ARRESTO A CATANIA DI GIUSEPPE SCIACCA. CHI È
Nel frattempo, sempre nell’ambito delle indagini sulla galassia anarchica romana, a Catania è stato arrestato un esponente dell’anarchismo insurrezionalista, Giuseppe Sciacca. Il 47enne, coinvolto nell’operazione Scintilla del 2019, deve scontare 4 anni e 5 mesi di carcere, come da sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Torino, lo scorso 13 marzo.
Era tornato a Catania dai parenti dopo aver trascorso un periodo nella Capitale, al termine di una serie di cambi di domicilio anche fuori dal Paese. Era attivo in Italia e in Spagna, dove pure era ricercato: a Catania lanciò molotov contro i carabinieri, a Parma ordigni contro la polizia, mentre a Barcellona era scattato un mandato di cattura nei suoi confronti, dopo il ritrovamento di bombe in un palazzo occupato.
I REATI, LE CONDANNE
Sciacca, classe 1979, esponente dell’area anarchica catanese, gravato da numerosi precedenti di polizia, già arrestato nel 2019 dalla Digos di Torino per i reati di fabbricazione, detenzione e porto di materiale esplosivo nell’ambito dell’operazione denominata ‘Scintilla’ coordinata dalla Procura di Torino. Dopo l’emissione del provvedimento di carcerazione, la Digos di Catania ha avviato le indagini per rintracciare Sciacca, condannato alla pena di quatro anni e cinque mesi di reclusione, oltre al pagamento della multa di 17.000 euro.
L’uomo, dopo aver soggiornato per un periodo nel capoluogo etneo, si era trasferito in diverse città in Italia e all’estero, cambiando frequentemente domicilio. Nell’ultimo periodo era a Roma, ma la Digos aveva acquisito elementi utili a ritenere che il fosse in procinto di fare rientro in Sicilia. Da qui sono stati predisposti servizi di osservazione nei luoghi abitualmente frequentati da Sciacca che è stato rintracciarlo nei pressi dell’abitazione dei familiari. Bloccato dalla Digos, è stato poi condotto non carcere.
Sciacca è ritenuto esponente di spicco dell’anarchismo insurrezionalista. Nel 2004 è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per atto di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, dopo il lancio di due bottiglie incendiarie contro il portone della stazione dei carabinieri di piazza Dante, a Catania. Nel 2008 è stato segnalato dalla Digos di Trento per accensioni pericolose, danneggiamento e lesioni personali, in occasione di una manifestazione contro la realizzazione della Cittadella militare di Mattarello. Nella stesso anno è stato arrestato per il lancio di ordigni esplosivi ai danni della sede della polizia municipale di Parma. Nel novembre 2019 l’arresto in esecuzione di una misura cautelare emessa a seguito di indagini condotte dalla Digos di Torino, coordinata dalla Procura del capoluogo piemontese, nell’ambito dell’operazione ‘Scintilla’, che aveva portato all’esecuzione di 14 misure cautelari nei confronti di appartenenti all’area anarchica. Tra il 2021 e il 2023, l’uomo è stato denunciato dalla polizia spagnola per allaccio abusivo alla rete elettrica presso uno stabile occupato. Ad aprile 2021, dopo una indagine che portò al rinvenimento di ordigni esplosivi e incendiari in immobili occupati a Barcellona, è emerso “un ruolo di rilievo di Sciacca – dice la questura etnea – all’interno del sodalizio anarchico locale”. Per questi fatti è stato destinatario di un mandato di arresto eseguito presso il valico di frontiera di La Junquera. Nel settembre 2023 è stato arrestato dal Nucleo operativo dei carabinieri di Catania per i reati di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e successivamente sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. A seguito di reiterate evasioni, è stato poi rinchiuso nel carcere di Catania, venendo scarcerato nel maggio 2024 per fine pena.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)
