Site icon Corriere Nazionale

Samantha Cristoforetti: “Per tornare sulla luca ci vorrà un po’ di tempo”

samantha cristoforetti

Sul futuro dell’esplorazione spaziale, mantiene il realismo: “Non credo che vedremo esseri umani su Marte nei prossimi 15 anni. Sicuramente dei robot”

Il ritorno dell’uomo sulla luna? Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma necessario per andarci nel miglior modo possibile”. Samantha Cristoforetti guarda all’esplorazione lunare con realismo e fa il punto sulle prossime missioni che riguardano il satellite.

A margine dell’incontro al festival Tecnopolis l’astronauta dell’Esa commenta la rimodulazione del programma Artemis, che ha visto slittare la missione destinata al ritorno dell’uomo sulla luna. “Effettivamente è stata cambiata la sequenza delle missioni, ma non è una cosa che secondo me ci deve particolarmente sorprendere né né spaventare”, spiega.

Il punto critico è lo sviluppo dei lander, i veicoli spaziali che servono proprio per atterrare sulla superficie lunare: “Hanno bisogno ancora di qualche anno per essere pronti. Non ha senso impuntarsi e dire che Artemis III ‘deve essere la missione che atterra sulla luna’ e poi dover ritardare. È meglio farla comunque, darsi degli obiettivi di dimostrazione di capacità tecnologiche intermedie e poi fare l’atterraggio, presumibilmente appunto con Artemis IV, quando i Lander saranno pronti”.

Un approccio ormai ‘tradizionale’, spiega l’astronauta italiana. “Nulla di nuovo: con Apollo si è fatto così”. E Cristoforetti vorrebbe prendere parte a queste missioni? “Io penso che quello che sia importante è che riusciamo a mettere in piedi questa questa serie di missioni di esplorazione”. E, pur non essendo in rotazione per una missione imminente, vive l’avventura spaziale attraverso i colleghi. “Mi piace ricordare Sophia De No, collega francese alla sua prima missione, bravissima, da circa un mese sulla Stazione Spaziale Internazionale. Attraverso i suoi occhi e i suoi racconti rivivo anch’io quell’esperienza”. Accanto al percorso Artemis, procede anche lo sviluppo di Gateway, la futura stazione internazionale in orbita lunare, elemento chiave del programma Artemis.

“I tempi sono quelli dei sistemi spaziali complessi: non parliamo di settimane o mesi, ma di anni”, osserva l’astronauta. Il primo modulo statunitense, “dotato di propulsione e di una prima capacità abitativa”, è previsto in lancio tra “l’anno prossimo e l’inizio di quello successivo, peraltro con un sistema di comunicazione fornito dall’Europa”. E poi sarà il turno del modulo successivo, “che sarà aggiunto al Gateway che sarà un grande contributo europeo, peraltro con capocommessa italiana”, conclude Cristoforetti.

“LO SPAZIO È GIÀ NELLE NOSTRE VITE, SU MARTE? NON A BREV0E”

Lo spazio può sembrare lontano, ma in realtà abita stabilmente nella vita quotidiana, grazie alla tecnologia. E non bisogna averne paura.

“Lo spazio è tante cose, ci sono aspetti dello spazio che possono magari sembrarci lontani. Fisicamente lo sono quando parliamo di esplorazione del sistema solare o di Marte- spiega l’astronauta dell’Esa- o addirittura di strumenti che ci permettono di esplorare lo spazio profondo da lontano, di osservare, di capire l’origine dell’universo e come funziona il nostro universo. Ma esistono anche aspetti dello spazio che sono veramente presenti”.

L’esempio è immediato: “Sta registrando con uno smartphone che ha un’app di navigazione, che appunto le permette di navigare in in ogni luogo della terra. Quella possibilità esiste grazie ai satelliti”.

Cristoforetti insiste su un punto: la tecnologia non va temuta, ma capita. L’ultima è l’intelligenza artificiale, che, osserva, è “dirompente sia nelle opportunità e che potenzialmente nella distorsione di modelli economici e sociali consolidati, con i vari chatbot di intelligenza artificiale che sono la grande novità degli ultimi anni che un po’ ha fatto irruzione nella nostra quotidianità”. I rischi insomma ci sono, ma non bisogna spaventarsi. E soprattutto rifuggire il problema.

“Quello che nessuno può fare è rinunciare a confrontarsi con questa tecnologia e soprattutto cercare di conoscerla al meglio possibile”. Infatti, sottolinea Cristoforetti, è che “la tecnologia bisogna conoscerla proprio per non averne paura. Proprio per cercare di capire quali sono le opportunità che la tecnologia porta e anche, eventualmente, cercare di capire come si possono mitigare eventuali rischi che sicuramente esistono”. Il messaggio è che alla tecnologia “bisogna avvicinarsi con curiosità e senza particolari timori. Non è qualcosa di “lontano di cui si occupano gli altri. La tecnologia è presente in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana ed è per questo che è importante comprenderla al meglio possibile”.

Sul futuro dell’esplorazione spaziale, Cristoforetti mantiene il realismo: “Non credo che vedremo esseri umani su Marte nei prossimi 15 anni. Sicuramente dei robot”. Mentre “quasi certamente vedremo l’uomo tornare sulla Luna e sicuramente vedremo sempre più servizi, resi possibili da satelliti in orbita attorno alla Terra, che diventeranno sempre più presenti proprio nel tessuto della nostra vita quotidiana”.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

Exit mobile version