In Nord America e in Europa occidentale, i giovani sono molto meno felici rispetto a 15 anni fa. Molti attribuiscono questo calo di felicità ai social media, ma questa ipotesi regge a un’analisi scientifica rigorosa?
“Immaginate una scala con gradini numerati da 0 in basso a 10 in alto. La cima della scala rappresenta la migliore vita possibile per voi, mentre la base rappresenta la peggiore. Su quale gradino della scala vi sentite di trovarvi in questo momento?”. (Anche) su questa singola domanda si basa la classifica globale della felicità che ogni anno porta al World Happiness Report, la pubblicazione più importante al mondo sul benessere globale, quella che, in sostanza, ci dice dove si vive meglio e si è perciò più felici. E viene diffusa proprio in occasione del 20 marzo, Giornata internazionale della felicità.
LO STUDIO SU 140 PAESI
Si tratta di un’analisi serissima: a pubblicarne gli esiti ogni anno è il Centro di ricerca sul benessere dell’Università di Oxford, in collaborazione con Gallup, la Rete delle Nazioni Unite per le soluzioni di sviluppo sostenibile. Il lavoro dei ricercatori si può riassumere in questa loro frase di presentazione: “Combiniamo dati sul benessere provenienti da oltre 140 paesi con analisi di alta qualità condotte da ricercatori di fama mondiale provenienti da diverse discipline accademiche”. La relazione pubblicata nel 2026 offre quindi una classifica aggiornata di 140 Paesi, più o meno felici, e offre anche degli spunti di riflessione su cui i governi e le comunità internazionali dovrebbero interrogarsi.
GIOVANI MENO FELICI DI 15 ANNI FA: IL RUOLO DEI SOCIAL MEDIA
Nella sintesi, reperibile on line, si parte proprio offrendo un dato emerso nella ricerca che mette in relazione felicità e uso dei social media. “In Nord America e in Europa occidentale, i giovani sono molto meno felici rispetto a 15 anni fa. Nello stesso periodo, l’utilizzo dei social media è aumentato notevolmente. Molti attribuiscono questo calo di felicità ai social media, ma questa ipotesi regge a un’analisi scientifica rigorosa? E che dire del resto del mondo, dove la felicità dei giovani non è diminuita rispetto a quella degli adulti, pur essendo i social media altrettanto diffusi?”. Domande a cui il report prova poi a rispondere sottoponendo gli esiti di studi condotti da esperti e ricercatori.
“Gli utenti che fanno un uso intensivo dei social media sono a rischio, soprattutto nei paesi anglofoni e nell’Europa occidentale”, è la conclusione. Ciò o significa necessariamente, si precisa poi che l’uso dei social media spieghi completamente il preoccupante declino del benessere giovanile in certe regioni, perché “le tendenze sono causate da molti fattori, che variano da continente a continente”. Tuttavia, “i dati presentati in questo rapporto suggeriscono – si puntualizza – che l’uso intensivo dei social media, soprattutto in alcuni paesi, fornisce una parte importante della spiegazione”. Un tema che si inserisce nel dibattito e nelle decisioni dei governi di alcuni Paesi: “Nel dicembre 2025, il governo australiano ha aumentato il limite di età per dieci piattaforme di social media da 13 a 16 anni. Altri paesi, tra cui Danimarca, Francia e Spagna, stanno pianificando una regolamentazione simile”, ricorda infatti il Report, con l’auspicio che le sue conclusioni possano contribuire a tale tendenza.
DOVE SI VIVE PIÙ FELICI?
Ma la parte più succosa del report è sicuramente la classifica dei paesi più felici. Su tutti svetta la Finlandia che resta salda alla prima posizione rispetto gli anni scorsi, seguita da altri Paesi nordici: sul podio si confermano infatti rispettivamente al secondo posto l’Islanda, e al terzo la Danimarca. A seguire la novità del Costa Rica, per cui il quarto posto rappresenta il miglior piazzamento di sempre per un paese latinoamericano. Poi ci sono Svezia e Norvegia e a chiudere la top ten Paesi Bassi, Israele, Lussemburgo e Svizzera.
E IN ITALIA?
Per trovare la posizione dell’Italia bisogna scendere al 38° posto, anche se, a dire il vero, rispetto l’anno scorso, è avanzata di due posizioni. A “pesare” le posizioni piuttosto basse nelle classifiche di alcune delle sei ‘variabili’, ovvero per la percezione sulla corruzione (99° posto) e per la libertà – nel senso quanto ci si ritiene liberi di determinare cosa fare nella vita – (122° posto) o per il supporto sociale (50°posto).
VIVI COME UN FINLANDESE: LA CHALLENGE LANCIATA DA VISIT FINLAND
Una distanza abissale separa, il Paese più felice al mondo, la Finlandia, all’ultimo che, ancora una volta, è l’Afghanistan al 147° posto. Per festeggiare la conferma del suo primato, il paese sul più alto gradino del podio lancia una challenge con cui offre una vacanza nel suo distretto dei laghi: 7 giorni gratis, ma lontano da pc e cellulari per “rilassarsi come un finlandese”. Sul sito Visit Finland si può infatti accedere alla sfida Chill like a Finn per candidarsi, entro il 29 marzo 2026, a trascorrere una settimana di vacanza a giugno in cui vivere “come le persone più felici del mondo”.

