Site icon Corriere Nazionale

Pasdaran colpiscono impianto di gas a Ras Laffan, Trump: “Se l’Iran attacca il Qatar faremo esplodere South Pars”

trump davos

Nelle ultime ore i giacimenti di petrolio sono diventati gli obiettivi centrali della guerra. Con una nota congiunta i paesi arabi mettono in guardia l’Iran. Teheran chiede delle “compensazioni” agli Emirati “complici degli Usa”

QATAR ENERGY AZIENDA INDUSTRIA ENERGETICA PRODUZIONE ENERGIA GAS GNL SEDE

È il ventesimo giorno di guerra in Medio Oriente. Tutte le notizie della giornata.

TAJANI: SIAMO ALLEATI LEALI DEGLI USA MA RIPUDIAMO GUERRA

12:45 – “Siamo alleati leali degli Stati Uniti, ma ripudiamo la guerra come dice la nostra Costituzione”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Pre-summit del Ppe. “Non si rompono i rapporti per posizioni differenti”, ha aggiunto, “ma non dobbiamo e non vogliamo partecipare a una guerra da cui siamo estranei”. Tajani ha chiarito: “Non andare a Hormuz non significa non è essere più alleati” perché “ci possono essere posizioni diverse”, come quando “abbiamo detto che non eravamo d’accordo sulla Groenlandia”. Il ministro ha aggiunto: “Ma non sono preoccupato, abbiamo rapporti talmente storici”.

BOMBARDAMENTO A DORUD, NELL’OVEST: I MORTI SONO ALMENO 12

11:40 – Ammonta a 12 vittime e 116 feriti il bilancio di un attacco congiunto israelo-statunitense contro una zona residenziale del distretto di Dorud, nell’Iran occidentale. Lo riferisce l’agenzia di stampa Tasnim. Ancora l’agenzia Fars cita la direzione generale dell’Istruzione della provincia di Lorestan, secondo cui nell’attacco sarebbero rimasti uccisi anche quattro insegnanti.

TEHERAN: “GLI EMIRATI COMPLICI, VOGLIAMO DELLE ‘COMPENSAZIONI’ PER I DANNI

10.15 – L’Iran vuole ottenere dagli Emirati arabi Uniti delle “compensazioni” per i danni che il Paese avrebbe indirettamente causato mettendo il proprio territorio a disposizione degli attacchi militari condotti dagli Stati Uniti a partire dal 28 febbraio. Questo ha chiesto l’ambasciatore iraniano all’Onu, Amir Saeid Iravani, che in una lettera al segretario generale Antonio Guterres accusa gli Emirati di “complicità” nell’offensiva militare lanciata da Stati Uniti e Israele, che ha causato 1444 vittime in Iran, 17 in Israele e 13 tra i soldati statunitensi e altre centinaia nella regione.
La lettera all’Onu segue la condanna alla comunità internazionale rivolta ieri sera in un post su X dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, per il silenzio sugli omicidi mirati di leader iraniani condotti dal 28 febbraio da Israele e Stati Uniti, l’ultimo dei quali è stato il ministro dell’intelligence iraniano Esmail Khatib. “Immaginate- ha scritto Haraghchi- un Presidente iraniano che presenta con freddezza una ‘lista nera’ a un ambasciatore straniero: il Presidente degli Stati Uniti, i leader del Congresso, i generali di alto rango. E poi dichiara, senza esitazione: ‘Li elimineremo, uno per uno’”, ha scritto, in riferimento anche alle parole del ministro della Difesa israeliano Israel Katz di ieri, secondo cui il primo ministro Benjamin Netanyahu ha trasmesso una lista di funzionari di alto livello “da eliminare” alle proprie forse armate “senza necessità di ulteriori approvazioni”.
“Nel giro di poche ore- continua il ministro iraniano- il mondo sarebbe esploso. Sessioni di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Isteria mediatica incessante. Sanzioni, minacce, forse persino la guerra, il tutto mascherato dal linguaggio del ‘diritto internazionale’ e dalla difesa dell’ordine globale”. Tuttavia, continua Araghchi, “Quando si tratta di Israele, le regole del gioco non si applicano più. I custodi stessi della ‘legge e dell’ordine’ tacciono, tergiversano o, peggio, forniscono le armi e la copertura”. Per il ministro, si tratta di “ipocrisia” e “decadimento morale calcolato, dove le regole esistono solo per gli avversari e l’impunità è riservata agli alleati”.

Stati Uniti e Israele motivano la guerra all’Iran con la necessità di eliminare il programma con cui Teheran starebbe cercando di ottenere armamenti nuclerai.
Nella serata di ieri, Araghchi ha avuto anche un colloquio telefonico con Kaja Kallas, Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’Ue, a cui ha chiesto che Bruxelles faccia pressioni su Stati Uniti e Israele per porre fine alla guerra. Kallas, dal canto suo, ha esortato Teheran a interrompere gli attacchi nella regione e a consentire la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, “una priorità” per l’Ue, che sostiene, ha detto, “una soluzione diplomatica al conflitto”.

TIMES: WASHINGTON E LONDRA STUDIANO COME RIAPRIRE HORMUZ

9.36 – “Sviluppare opzioni per consentire il transito delle navi attraverso il punto strategico” dello Stretto di Hormuz, che “si teme contenga mine”: questo l’obiettivo di un meeting che si sarebbe tenuto in Florida tra ufficiali militari del Regno Unito e degli Stati Uniti. A riferire la notizie è il Times, secondo cui il vertice segreto – presso il Comando Centrale degli Stati Uniti nella base aerea di MacDill, a Tampa – sarebbe servito a trovare una strategia per forzare il blocco al transito delle navi che l’Iran continua a imporre su Hormuz. Teheran segue questa politica per costringere Stati Uniti e Israele a porre fine agli attacchi verso quel Paese, consapevole delle forti ripercussioni sul mercato energetico e finanziario a livello globale. Per questo il presidente Donald Trump nei giorni scorsi ha fatto appello ai Paesi a inviare navi da guerra nello Stretto, una richiesta che tuttavia è caduta nel vuoto. Anche stamani i mercati si sono aperti con i prezzi in aumento: il petrolio sta a circa 111 dollari al barile, mentre il gas oscilla tra 65 e 70 euro Mw/h.

I PAESI ARABI CONDANNANO GLI ATTACCHI IRANIANI AL QATAR

8:00 – In merito all’aggressione iraniana al Qatar un gruppo di paesi arabi e islamici, composto dai Ministri degli Esteri dello Stato del Qatar, della Repubblica dell’Azerbaigian, del Regno del Bahrein, della Repubblica Araba d’Egitto, del Regno Hascemita di Giordania, dello Stato del Kuwait, della Repubblica Libanese, della Repubblica Islamica del Pakistan, del Regno dell’Arabia Saudita, della Repubblica Araba Siriana, della Repubblica di Turchia e degli Emirati Arabi Uniti, ha diffuso attraverso il profilo X del ministero degli Esteri del Qatar, una nota congiunta in cui ribadiscono “la condanna e denuncia di questi attacchi deliberati perpetrati dall’Iran con missili balistici e droni (…) I partecipanti hanno sottolineato che questi attacchi non possono essere giustificati in alcun modo o con alcun pretesto. I partecipanti hanno inoltre affermato il diritto degli Stati di difendersi conformemente all’articolo (51) della Carta delle Nazioni Unite”. Il gruppo chiede inoltre che l’Iran “si astenga da qualsiasi azione o minaccia volta a chiudere o ostacolare la navigazione internazionale nello Stretto di Hormuz o a minacciare la sicurezza marittima a Bab al-Mandab” e condanna “l’aggressione di Israele contro il Libano e le sue politiche espansionistiche nella regione”.

QATAR ENERGY: GRAVI DANNI ALL’IMPIANTO DI RAF LAFFAN

7:30 – Qatar Energy sui profili social ha confermato che l’impianto di Raf Laffan è stato colpito ieri e anche questa mattina, subendo gravi danni: “Oltre al precedente attacco alla città industriale di Ras Laffan, avvenuto mercoledì 18 marzo 2026 e che ha provocato ingenti danni all’impianto Pearl GTL (Gas-to-Liquids), QatarEnergy conferma che nelle prime ore di giovedì 19 marzo 2026 diversi suoi impianti di gas naturale liquefatto (GNL) sono stati oggetto di attacchi missilistici, causando incendi di notevoli dimensioni e ulteriori danni ingenti. Le squadre di pronto intervento sono intervenute immediatamente per contenere i danni, senza che si registrassero vittime”.

TRUMP MINACCIA L’IRAN: FAREMO ESPLODERE IL GIACIMENTO DI SOUTH PARS

7:15 – Nelle ultime ore i giacimenti di petrolio sono diventati gli obiettivi centrali della guerra in corso che vede congtrapposti Usa e Israele contro l’Iran. Ieri il botta e risposta tra le parti: prima l’attacco di Tel Aviv all’enorme giacimento di South Pars e la risposta immediata dei Pasdaran che hanno attaccato i siti petroliferi in Qatar, tra cui quello di Ras Laffan, il più grande al mondo. Proprio a seguito che di questo attacco il ministero dell’Interno di Doha ha fatto sapere che tutti gli incendi della zona industriale sono sotto controllo e che le operazioni di raffreddamento sono in corso.

Donald Trump

Nella notte ha Trump su Truth ha fatto sapere che l’attacco di Israele non era stato concordato con gli Stati Uniti: “Israele, spinto dalla rabbia per quanto accaduto in Medio Oriente, ha attaccato violentemente un importante impianto, il giacimento di gas di South Pars in Iran. Una sezione relativamente piccola dell’intero impianto è stata colpita. Gli Stati Uniti non sapevano nulla di questo attacco e il Qatar non è stato in alcun modo coinvolto, né aveva idea che sarebbe accaduto. Sfortunatamente, l’Iran non era a conoscenza di questo, né di alcun altro fatto rilevante relativo all’attacco a South Pars, e ha ingiustificatamente e slealmente attaccato una parte dell’impianto di gas naturale liquefatto (GNL) del Qatar”.

Il presidente ha poi garantito che “Israele non effettuerà ulteriori attacchi contro questo importantissimo e prezioso giacimento di South Pars, a meno che l’Iran non decida imprudentemente di attaccare un paese innocente, in questo caso il Qatar. In tal caso, gli Stati Uniti d’America, con o senza l’aiuto o il consenso di Israele, faranno esplodere l’intero giacimento di gas di South Pars con una potenza e una forza che l’Iran non ha mai visto prima. Non intendo autorizzare questo livello di violenza e distruzione a causa delle implicazioni a lungo termine che avrà sul futuro dell’Iran, ma se l’impianto di GNL del Qatar verrà nuovamente attaccato, non esiterò a farlo”. Il presidente americano inoltre sta valutanto in Iran l’invio di migliaia di soldati.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

Exit mobile version