Per ringraziarlo di aver preferito il viaggio in Ucraina alla cerimonia degli Oscar, gli viene consegnato un premio realizzato con i resti di un treno finito sotto le bombe
E alla fine Sean Penn ha ritirato la statuetta dell’Oscar: non d’oro ma di metallo, e non a Los Angeles ma a Kiev. Come era circolato l’indomani della cerimonia tenuta al Dolby Theatre nei giorni scorsi, l’attore statunitense ha mancato la premiazione per il suo terzo Oscar- come miglior attore non protagonista nel film “Una battaglia dopo l’altra”- perché era in viaggio diretto in Ucraina.
LA CONSEGNA DA PARTE DEL CEO DELLE FERROVIE UCRAINE
Alla fine però qualcuno ha voluto consegnargli il premio in ogni caso: “Non è d’oro, ma è molto reale e significa molto altro, è molto importante per noi”, sono le parole con cui Oleksandr Pertsovskyi, ceo delle Ferrovie ucraine ha accompagnato la consegna alla star di Hollywood un “IronOscar”. Penn lo ha ricevuto sorridendo e ringraziando con poche parole: “Questi sono tutti tesori”, ha detto.
Come spiega il Ceo dal suo profilo X: “Sean Penn ha scelto il viaggio in Ucraina al posto della cerimonia degli Oscar al Dolby Theatre dove gli è stato assegnato il suo 3° oscar. Non potevamo lasciare il nostro grande amico e fedele passeggero senza un premio. Quindi, ho consegnato a Sean il nostro IronOscar a nome di tutti noi”.
LA STORIA DELL’IRONOSCAR
La statuetta in acciaio, sul retro, riporta delle scritte che spiegano la sua storia: “Questo pezzo di ferro una volta trasportava milioni di persone lontano dalla guerra. Poi è arrivato un missile russo. Non l’abbiamo fuso per farne un’arma. L’abbiamo trasformato in gratitudine per te. Per il tuo talento, il tuo coraggio per stare al fianco dell’Ucraina”. Sean Penn si è interessato alla causa ucraina dopo lo scoppio del conflitto: si è recato nel Paese più volte dal 2022 per girare il documentario “Superpower” sull’invasione russa. Ha conosciuto il presidente Zelensky e ne è diventato amico: gli ha persino regalato uno dei suoi Oscar, con la promessa che gli fosse restituito una volta vinta la guerra.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

