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Guerra in Iran, Isdraele annuncia: “Uccisi il capo della sicurezza Larijani e il comandante dei Basij”

Il ministro della Difesa israeliano Katz annuncia: “Uccisi il capo della Sicurezza Ali Larijani e il comandante basij Soleimani”

Il capo del Consiglio di sicurezza iraniano Ali Larijani è stato ucciso in un raid israeliano condotto la notte scorsa. Ha confermarlo è il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz: secondo quanto riferiscono i media locali. “Sono appena stato informato dal capo di Stato Maggiore – ha detto Kat – che il segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale Larijani e il capo delle forze iraniane dei Basij (Gholam Reza Soleimani, ndr) sono stati eliminati questa notte”.

Larijani – considerato l’uomo più influente del regime iraniano, nonché il leader di fatto della Repubblica islamica – è stato ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio, riferisce la tv israeliana Channel 12. Era inoltre ritenuto responsabile della brutale repressione delle proteste in Iran dello scorso gennaio.

Ali Larijani

Chi era Larijani

Nato a Najaf nel 1958, cresciuto a Teheran, formato dalla rivoluzione islamica e poi asceso attraverso i ranghi dello Stato: ministro della cultura, capo della radiotelevisione, presidente del parlamento per oltre dieci anni. Negoziatore nucleare con l’Occidente, architetto parziale dell’accordo del 2015. Un pragmatico, dicevano. Uno di quelli con cui si può parlare, appunto. Poi le tensioni con Israele e gli Stati Uniti si erano fatte insostenibili, la diplomazia aveva ceduto il passo, e Larijani aveva cambiato registro. Nel 2025 era stato rinominato segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Una figura di guerra, non più di trattativa.

Dopo l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei nei raid congiunti di Stati Uniti e Israele, Larijani aveva scelto la linea dello scontro aperto: promessa di vendetta, minacce esplicite, retorica da tempo di guerra. Un cambio di passo netto, quasi inevitabile. L’Iran avrebbe fatto “pentire” i suoi nemici, diceva. Non ha fatto in tempo a mantenere la promessa. L’attacco era stato pianificato per la notte precedente, ha dichiarato un funzionario israeliano, poi rinviato all’ultimo minuto. Le informazioni arrivate lunedì pomeriggio indicavano che Larijani si sarebbe recato in uno degli appartamenti che usava come nascondiglio. Era lì con suo figlio quando è stato colpito.

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