Kaja Kallas propone un piano Ue per proteggere le navi, mentre Germania e Regno Unito escludono un ruolo diretto dell’Alleanza
Nessun governo finora si è impegnato a mandare navi per scortare le petroliere nello stretto di Hormuz, come chiesto da Trump. Il presidente Usa ha detto che la NATO potrebbe affrontare un futuro “molto brutto” se gli alleati degli Stati Uniti non contribuiranno a garantire l’apertura dello Stretto di Hormuz: “Abbiamo una cosa chiamata NATO. Siamo stati molto buoni con loro. Non dovevamo aiutarli con l’Ucraina. Ma lo abbiamo fatto. Ora vedremo se ci aiuteranno”.
Ma divesi Paesi, in particolare Australia e Giappone, hanno già respinto l’offerta. Francia e Regno Unito si sono detti riluttanti. Il premier britannico Keir Starmer ha ribadito che il Regno Unito lavora con gli alleati a “un piano collettivo sostenibile” per ristabilire la libertà di navigazione per le navi nello stretto di Hormuz. Ma “voglio essere chiaro, non sarà e non è stato mai pensato come una missione della Nato”. “Dovrà essere un’alleanza di partner, per questo stiamo lavorando con partner sia in Europa che nel Golfo che con gli Stati Uniti, è importante che continuiamo in questa direzione”.
La Corea del Sud ha detto che sta esaminando la proposta, ma ma nel paese ci sono già state proteste.
La Germania rifiuta la proposta di partecipare alla sicurezza dello stretto di Hormuz. Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius: “Cosa si aspetta Trump che facciano una manciata di fregate europee che la potente Marina Militare statunitense non può fare? Questa non è la nostra guerra, e non l’abbiamo iniziata noi. Non è necessario introdurre alcuna modifica al mandato di Aspides, riteniamo che il mandato attuale è corretto”.
Per l’Italia risponde il ministro Antonio Tajani: “L’Italia è disposta a rafforzare la missione Aspides, ma non è una operazione che si può allargare allo stretto di Hormuz: è una missione difensiva, quindi dovrebbe essere stravolta. Noi riteniamo che in questo momento sia giusto rimanere nel Mar Rosso”.
Consiglio “Affari esteri”
I ministri degli Esteri dell’Ue sono riuniti oggi a Bruxelles per discutere della situazione nello Stretto di Hormuz, attualmente al centro di tensioni legate al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. La responsabile della politica estera europea, Kaja Kallas, ha avanzato l’idea di replicare un modello simile all’accordo sul grano nel Mar Nero per favorire il passaggio sicuro delle navi attraverso la rotta, fondamentale per il commercio energetico globale. Questo approccio prevede anche la possibile espansione della missione navale Ue esistente, come l’operazione Aspides, per dare sicurezza ai trasporti marittimi nella regione. “Lo stretto di Hormuz è fuori dal raggio d’azione della NATO. Ecco perché abbiamo l’operazione Aspides”.
