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Referendum sulla giustizia: cosa prevede la riforma, come cambiano gli articoli costiturzionali

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Il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati a votare sulla revisione di alcune norme della Costituzione sull’ordinamento della magistratura

Il 22 e 23 marzo gli italiani saranno chiamati alle urne per il referendum sulla riforma della giustizia. Il quesito riguarda alcune modifiche alla Costituzione sull’ordinamento della magistratura e introduce cambiamenti nell’organizzazione del Consiglio superiore della magistratura, nella carriera dei magistrati e nel sistema disciplinare.

L’obiettivo della riforma è ridefinire l’assetto degli organi che governano la magistratura. Se approvata, porterebbe a una separazione più netta tra magistratura giudicante e requirente e introdurrebbe nuovi meccanismi nella composizione degli organi di autogoverno.

COSA PREVEDE IL REFERENDUM

Il quesito referendario chiede agli elettori se approvano la legge di revisione costituzionale che modifica diversi articoli della Costituzione, tra cui l’87, il 102, il 104, il 105, il 106, il 107 e il 110. La legge è stata approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta ufficiale con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”.

Gli elettori dovranno esprimersi votando “Sì”, per confermare la riforma, oppure “No”, per respingerla.

DUE CSM AL POSTO DI UNO

Uno dei cambiamenti principali riguarda il Consiglio superiore della magistratura (Csm), l’organo di autogoverno dei magistrati.

La riforma prevede la divisione dell’attuale Csm in due organi distinti:

L’obiettivo della modifica è separare la gestione delle carriere e delle funzioni delle due categorie.

COME SAREBBERO COMPOSTI I NUOVI CSM

Secondo il testo della riforma, ciascuno dei due Csm sarebbe composto da 32 membri.

Tra questi:

  • 2 membri di diritto.
  • 20 componenti togati.
  • 10 componenti laici.

Per entrambi gli organi il primo membro di diritto sarebbe il Presidente della Repubblica.

Il secondo cambierebbe a seconda dell’organo:

  • per il Csm giudicante sarebbe il primo presidente della Corte di Cassazione.
  • per il Csm requirente sarebbe il procuratore generale della Corte di Cassazione.

IL SORTEGGIO PER LA SCELTA DEI MEMBRI

Un’altra novità riguarda le modalità di selezione dei componenti. La riforma prevede che i membri non siano più scelti tramite elezione ma tramite sorteggio.

Il sorteggio avverrebbe:

  • tra tutti i magistrati in servizio per i componenti togati.
  • tra un elenco di nomi indicato dal Parlamento per i componenti laici.

NASCE L’ALTA CORTE DISCIPLINARE

La riforma introduce anche un nuovo organo: l’Alta Corte disciplinare.

Questo organismo sarebbe incaricato di giudicare gli illeciti disciplinari dei magistrati.

La composizione prevista è di 15 membri:

  • 9 magistrati sorteggiati tra quelli con almeno 20 anni di servizio.
  • 6 membri laici, di cui tre nominati dal Presidente della Repubblica e tre estratti da un elenco indicato dal Parlamento.

COME È COMPOSTO OGGI IL CSM

Attualmente il Consiglio superiore della magistratura è un unico organo composto da 33 membri.

Tre sono membri di diritto:

  • il Presidente della Repubblica.
  • il primo presidente della Corte di Cassazione.
  • il procuratore generale della Corte di Cassazione.

Gli altri 30 sono elettivi:

20 togati scelti dai magistrati.

10 laici eletti dal Parlamento tra personalità esterne alla magistratura.

LE RAGIONI DEL SÌ

Secondo il governo e i partiti che sostengono la riforma, l’obiettivo è rendere il sistema giudiziario più imparziale e meno condizionato da dinamiche interne alla magistratura.

I promotori del “Sì” sostengono che separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri aiuterebbe a rafforzare la percezione di imparzialità del giudice e a chiarire i ruoli nel processo penale. Un altro punto centrale è la riforma del Consiglio superiore della magistratura. Il sistema del sorteggio per la scelta dei membri viene presentato come uno strumento per ridurre il peso delle correnti e delle trattative interne nella magistratura, emerse anche dopo alcuni scandali sulle nomine.

Tra gli obiettivi indicati dai sostenitori della riforma c’è anche quello di rendere più credibile il sistema disciplinare attraverso l’istituzione di una Alta Corte disciplinare separata, che dovrebbe garantire maggiore responsabilità nel giudicare gli illeciti dei magistrati.

LE RAGIONI DEL NO

Le opposizioni e gran parte delle associazioni della magistratura criticano invece la riforma sostenendo che potrebbe indebolire l’indipendenza della magistratura.

Secondo i critici, la separazione delle carriere rischierebbe di trasformare il pubblico ministero in una figura più vicina all’accusa che alla ricerca imparziale della verità, modificando l’equilibrio del sistema giudiziario italiano.

Altri rilievi riguardano il sistema del sorteggio per il Csm: per i contrari, sostituire l’elezione con l’estrazione casuale dei membri potrebbe ridurre la rappresentanza e la legittimazione democratica dell’organo di autogoverno della magistratura.

Parte delle critiche sostiene inoltre che la riforma non affronti i problemi strutturali della giustizia italiana, come la durata dei processi o la carenza di personale, e che rischi invece di aprire uno scontro istituzionale tra politica e magistratura.

 

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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