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Accessori nautici e manutenzione: l’aftermarket vale oltre 55 miliardi di dollari

iam istruttori associati marittimi

Secondo i dati Nutech più recenti, il mercato globale degli accessori aftermarket – prodotti acquistati dopo l’acquisto della barca per manutenzione, sostituzione di componenti o aggiornamenti tecnici – vale 12,4 miliardi di dollari

La nautica da diporto genera valore economico ben oltre il momento della vendita di una nuova imbarcazione. Una parte significativa del settore è rappresentata dall’aftermarket, termine che indica l’insieme dei prodotti e delle soluzioni acquistati dopo l’acquisto della barca per migliorarne funzionalità, sicurezza, comfort o durata nel tempo.

Secondo i dati Nutech più recenti, la spesa globale per accessori aftermarket nella nautica raggiunge i 12,4 miliardi di dollari. Se si considerano anche i servizi collegati, il valore complessivo supera i 55,6 miliardi di dollari. Numeri che si inseriscono in un contesto più ampio: solo negli Stati Uniti risultano registrate oltre 15,1 milioni di imbarcazioni da diporto, mentre nel 2024 sono state vendute 238.117 barche nuove e 858.798 usate. Ogni unità rappresenta nel tempo un potenziale mercato di manutenzione, sostituzione di componenti, aggiornamenti tecnici e personalizzazioni.

L’aftermarket nautico comprende una gamma molto ampia di prodotti: ancore, catene, maniglie per verricelli, sistemi di coperta, accessori per la sicurezza, elementi di miglioramento ergonomico. Si tratta di un comparto che accompagna l’intero ciclo di vita della barca, spesso per molti anni dopo l’acquisto.

Nonostante le dimensioni economiche rilevanti, il mercato si presenta ancora fortemente frammentato. Operano numerose aziende specializzate su singole categorie merceologiche, con competenze tecniche specifiche e offerte verticali. Manca però un soggetto riconoscibile che proponga una visione integrata dei prodotti destinati all’armatore finale, organizzando l’offerta in modo coerente e facilmente identificabile.

Per i proprietari di imbarcazioni questo significa orientarsi tra marchi diversi, canali distributivi separati e soluzioni sviluppate prevalentemente per la filiera professionale, più che per l’utilizzo quotidiano da parte di chi naviga.

Realtà italiane nel mercato degli accessori nautici: il caso Easysea

In questo scenario si colloca il percorso di Easysea, realtà italiana fondata nel 2019 e attiva esclusivamente nel segmento aftermarket. L’azienda sviluppa accessori tecnici pensati per essere acquistati e installati direttamente dall’armatore, con un’attenzione specifica alla semplicità d’uso e alla funzionalità a bordo.

Con oltre 2,1 milioni di euro di vendite cumulate e una presenza commerciale in 96 Paesi, Easysea opera in un mercato che presenta ampi margini di consolidamento. La recente apertura di una campagna di equity crowdfunding si inserisce in una strategia di crescita orientata all’ampliamento del catalogo e al rafforzamento della distribuzione internazionale.

In un comparto che muove miliardi di dollari ogni anno e che si sviluppa lungo l’intero ciclo di vita dell’imbarcazione, l’aftermarket rappresenta una componente strutturale dell’economia della nautica. La sua evoluzione passa oggi anche dalla capacità di rendere più riconoscibile e organizzata un’offerta ancora molto dispersa, avvicinandola alle esigenze concrete di chi vive il mare in prima persona.

Link alla campagna di crowdfunding

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