Quattrocento milioni di barili per tenere basso il prezzo del petrolio: è il piano d’emergenza annunciato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia, attingendo alle riserve dei suoi 32 paesi membri
Lo Stretto di Hormuz è largo, nel punto più stretto, cinquantaquattro chilometri. Largo, stretto: è tutto molto relativo. Ma attraverso quella striscia d’acqua passa un quinto del petrolio mondiale. Adesso ci passano anche i proiettili. Mercoledì mattina tre navi sono state colpite nel giro di poche ore, secondo il monitoraggio del Maritime Trade Operations britannico. Gli attacchi di rappresaglia iraniani si moltiplicano. La guerra in Medio Oriente stringe la sua morsa sul collo dell’economia globale.
La risposta coordinata è arrivata in giornata: l’Agenzia Internazionale per l’Energia ha annunciato il rilascio di quattrocento milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche dei suoi trentadue paesi membri. Il più grande intervento di questo tipo nella storia dell’agenzia. Il precedente era del 2022, dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Fatih Birol, direttore esecutivo dell’AIE, non ha precisato le tempistiche del rilascio.
Lo ha confermato anche la premier Giorgia Meloni nelle repliche alla Camera: “Tra le misure per contenere gli impatti della crisi sul mercato energetico, l’Agenzia Internazionale per l’Energia, di cui come sapete l’Italia fa parte, ha appena annunciato di avere concordato all’unanimità il graduale rilascio sui mercati di 400 milioni di barili delle riserve strategiche degli Stati membri”.
“A memoria credo si tratti del volume più corposo mai concordato, e rappresenta ovviamente una misura di mitigazione immediata delle perturbazioni che questa crisi sta avendo e per questo obiettivo il ruolo del G7 è stato molto importante”, aggiunge.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

