Colpi di scena, super testimoni spuntati dopo 18 anni, querele, accuse e fughe di notizia: un anno fa la notizia della nuova indagine su Andrea Sempio per il delitto di Garlasco
Le indagini preliminari possono durare al massimo 18 mesi. Lo stabilisce la legge e le nuove indagini sul delitto di Garlasco non fanno eccezione. Perciò, considerando che sono state aperte un anno fa, possono durare al massimo fino ad agosto. Quella è la data limite, ma potrebbero in realtà chiudersi molto prima, in un senso o nell’altro: i magistrati della Procura di Pavia potrebbero chiedere il rinvio a giudizio di Andre Sempio (che lo scorso anno è stato iscritto nel registro degli indagati per la terza volta dopo le precedenti del 2008 e 2016), oppure chiederne l’archiviazione. Proprio l’11 marzo di un anno fa esplose il ‘caso Garlasco’, che per mesi ha continuato a tenere banco e a catalizzare l’attenzione di media e criminologi improvvisati, senza far mai abbassare l’attenzione. L’11 marzo di un anno fa è il giorno in cui Sempio venne convocato in caserma per sottoporsi a un prelievo del Dna.
IL DNA SOTTO LE UNGHIE DI CHIARA
L’avviso di garanzia che avvisava Sempio della riapertura delle indagini gli era stato consegnato dai Carabinieri il 27 febbraio 2025. A far ripartire le indagini, per l’ennesima volta, è stata una richiesta della difesa di Alberto Stasi, all’epoca fidanzato della vittima Chiara Poggi, condannato in via definitiva per il delitto nel 2015. Stasi si è sempre proclamato innocente. La difesa sollecitò gli investigatori a rianalizzare il Dna trovato sotto le unghie di Chiara, sostenendo che si trattasse di quello di Sempio e che non fosse, come emerso in precedenza, un Dna ‘mediato’, cioè frutto di un utilizzo comune dello stesso computer, ma dipendente da un contatto diretto.
L’INCIDENTE PROBATORIO
Per chiarire questo aspetto e non solo, ha preso il via un complesso incidente probatorio e il gip Daniela Garlaschelli ha disposto tutta una serie di perizie. Sul fronte genetico ha lavorato la consulente Denise Albani: la sua perizia, depositata in Procura alcune settimane fa, avrebbe confermato la riconducibilità genetica a un DDaniela Garlaschelli, lna di tipo Y della famiglia di Sempio. E nel frattempo si sono susseguite altre ipotesi investigative e ‘caccia’ a prove di ogni tipo. Gli inquirenti, al momento, stanno aspettando il lavoro dei periti che sono stati incaricati di analizzare il pc di Stasi e quello di Chiara Poggi. Sul punto, infatti, si è innescato un duro braccio di ferro tra la difesa di Stasi e quelli delle parti civili: i lgali della famiglia Poggi insistono nel sostenere ci sia stato questo famoso accesso, da parte di Chiara, ad alcune immagini osè che Stasi conservava nel suo pc (e questo rappresenterebbe un possibile movente del delitto che li avrebbe portati a litigare), ma la difesa di Stasi sostiene che non ci sia stato alcun accesso (ma fosse un file generato in automatico dal pc) mentre Chiara stava solo lavorando alla tesi del fidanzato.
IL COLPO DI SCENA DELL’IMPRONTA
Uno dei colpi di scena dell’indagine arrivò nel mese di maggio con la notizia dell’attribuzione a Sempio di un’impronta rilevata sul muro lungo le scale in fondo alle quali fu trovato il corpo di Chiara Poggi: non si sa se sporca di sangue o meno (non è stato possibile dimostrarlo visto che era stata rilevata 18 anni prima), ma per la Procura è certo che si tratti dell’impronta della sua mano. La notizia è stata diramata il 20 maggio, giorno in cui Sempio sarebbe dovuto essere interrogato in Procura, ma di concerto con i suoi avvocati scelse di non presentarsi.
LA GARLASCO-MANIA, LE QUERELE, I SUPER TESTIMONI
In questi mesi la curiosità e l’attenzione (a tratti morbosa) sul caso Garlasco sono saliti ad un livello davvero sorprendente. Alcuni psicologi hanno anche tentato di spiegare il motivo di questa ‘Garlasco-mania‘ che sembra essersi diffusa e non diminuire. Ci sono stati colpi di scena (come il ritrovamento di armi nel canale di Tromello, vicino a Garlasco, che potrebbero avere a che fare con il delitto o l’indagine aperta sull’ex procuratore Mario Venditto accusato di corruzione per la richiesta di archiviazione per Sempio del 2017), fughe di notizie (spesso solo voci che tramite i social si sono ingigantite), centinaia di interviste tv e approfondimenti televisivi, querele incrociate e anche super-testimoni, reali o presunti tali, che si sono fatti vivi (o sono stati rintracciati) dopo quasi 20 anni dal delitto.
IL FRUTTOLO, LA BOZZOLA, FABRIZIO CORONA
Il Fruttolo, le sorelle Cappa e i 186 vocali di una di loro fatti uscire e poi consegnati in Procura, il santuario della Bozzola, il suicidio di Michele Bertani, le luci nella casa della nonna di Chiara, Marco Poggi in montagna sì o no. E non va dimenticata la parentesi delirante dell’intervento dell’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona, che con il suo format Falsissimo ha cominciato a sparare ‘verità’ e alla fine, intervistando (e raggirando) l’avvocato di Sempio Massimo Lovati lo ha portato alle dimissioni. Ne sono veramente successe cose di tutti i colori. È stata anche rianalizzata e misurata la villetta dove avvenne il delitto, in cerca di una possibile ricostruzione alternativa di come avvenne l’aggressione alla vittima. In tutto ciò, la famiglia di Chiara Poggi ha sempre avuto un atteggiamento iper critico verso le nuove indagini – condotte con grande serietà e massimo riserbo dalla Procura di Pavia guidata dal Fabio Napoleone – e ha continuato a ripetere solo una cosa: per loro il colpevole è solo uno ed è Alberto Stasi.
FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

