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L’Iran piazza mine nello stretto di Hormuz, Trump infuriato: “Conseguenze mai viste”

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Guerra in Iran, Trump: “Se l’Iran ha posizionato mine nello Stretto di Hormuz ci saranno conseguenze mai viste prima”

Donald Trump

Se l’Iran ha posizionato delle mine nello Stretto di Hormuz, e non abbiamo notizie in merito, vogliamo che vengano rimosse immediatamente! Se per qualsiasi motivo sono state posizionate delle mine e non vengono rimosse immediatamente, le conseguenze militari per l’Iran saranno a un livello mai visto prima. Se, d’altra parte, rimuovessero ciò che è stato posizionato, sarebbe un passo da gigante nella giusta direzione!”. A dirlo è il presidente Donald Trump in un nuovo messaggio pubblicato sul suo Truth Social, il secondo della giornata sull’argomento.

Funzionari statunitensi hanno dichiarato a CBS News che l’Iran potrebbe prepararsi a dispiegare mine navali nello stretto per interrompere ulteriormente la cruciale rotta di navigazione. Trump, in un altro messaggio su Truth, ha ribadito il concetto: “Se l’Iran facesse qualcosa che fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz, verrebbe colpito dagli Stati Uniti d’America venti volte più forte di quanto non sia stato colpito finora“.

“Inoltre- ha aggiunto- elimineremo obiettivi facilmente distruttibili che renderebbero virtualmente impossibile per l’Iran ricostruirsi, come nazione, di nuovo – Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro – ma spero, e prego, che ciò non accada. Questo è un regalo degli Stati Uniti d’America alla Cina e a tutte quelle nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero che sia un gesto che sarà molto apprezzato”.

HEGSETH: LA GUERRA CONTINUERÀ “SECONDO I NOSTRI TEMPI”

I messaggi del presidente Usa arrivano in una giornata di attacchi definiti dal Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, i più intensi di questi ultimi 11 giorni di conflitto. Una guerra che sembra non avere scadenze e che continuerà “secondo i nostri tempi”.

“Il presidente ha stabilito una missione molto specifica da portare a termine e il nostro compito è portarla a termine senza sosta”, ha spiegato Hegseth. “Ora tocca a lui tenere il controllo. È lui a decidere. Quindi, non sta a me stabilire se si tratti dell’inizio, della metà o della fine. È una sua decisione“, ha aggiunto.

TRUMP NON ESCLUDE LA PRESENZA DI UOMINI SUL CAMPO

Ed sarà sua l’eventuale decisione di schierare truppe sul campo, come ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Caroline Levitt. “Per quanto riguarda la presenza degli uomini sul campo, il presidente ne ha parlato ripetutamente”, ha detto Leavitt. “Saggiamente- ha proseguito- non esclude opzioni come comandante in capo. Quindi, ripeto, esiterei a confermare qualsiasi cosa un democratico a Capitol Hill dica in questo momento sul pensiero del presidente”.

Leavitt ha, poi, smentito la notizia circolata su una petroliera scortata dagli Stati Uniti attraverso lo Stretto di Hormuz. Notizia che si era diffusa con un tweet del Segretario all’Energia Chris Wright, poi cancellato.

“Sono stata informata di questo post”, ha dichiarato Leavitt durante la sua conferenza stampa. “Non ho avuto modo di parlarne direttamente con il Segretario all’Energia. Tuttavia, so che il post è stato rimosso piuttosto rapidamente e posso confermare che la Marina statunitense non ha scortato una petroliera o una nave in questo momento, anche se ovviamente questa è un’opzione che il presidente ha affermato che utilizzerà sicuramente se e quando necessario al momento opportuno”.

La notizia era stata smentita anche dal Comandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Alireza Tangsiri. In un messaggio su X, ha dichiarato: “L’affermazione secondo cui una petroliera sarebbe stata scortata dall’esercito statunitense attraverso lo Stretto di Hormuz è una bugia assoluta. Ogni movimento della flotta americana e dei suoi alleati verrà fermato dai missili e dai sottomarini iraniani“.

Nel corso della sua conferenza stampa, Levitt ha anche dichiarato che i recenti aumenti dei prezzi del gas e del petrolio sono solo temporanei e “caleranno rapidamente” una volta che gli obiettivi di sicurezza nazionale dell’operazione Epic Fury saranno pienamente raggiunti. “Siate certi, popolo americano: il recente aumento dei prezzi del petrolio e del gas è temporaneo e questa operazione porterà a prezzi del gas più bassi nel lungo termine“, ha sottolineato.

Secondo Levitt, “il presidente e il suo team hanno tentato, in buona fede, di raggiungere un accordo diplomatico con mezzi pacifici con il regime iraniano, e l’Iran ha scelto questa strada… L’Iran voleva attaccare gli Stati Uniti d’America, e Trump non avrebbe potuto restare a guardare e permettere che ciò accadesse”.

CIRCA 140 I MILITARI STATUNITENSI FERITI FINORA

Intanto, sono circa 140 i militari statunitensi sono rimasti feriti nei primi 10 giorni del conflitto. “La stragrande maggioranza di queste ferite è stata lieve e 108 militari sono già tornati in servizio”, ha dichiarato in una nota il portavoce del Pentagono, Sean Parnell. “Otto militari rimangono gravemente feriti e stanno ricevendo le massime cure mediche”, ha concluso.

FONTE: AGENZIA DI STAMPA DIRE (WWW.DIRE.IT)

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