Site icon Corriere Nazionale

Giornata Mondiale del Sonno: fenomeno “sleepscrolling”, la guida per tornare a dormire e sopravvivere all’ora legale

Wallace ha interpretato oltre 150 mila sogni

Il 30% degli italiani dorme meno del necessario e una persona su sette riferisce di dormire male

Dormire dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo. Eppure per milioni di persone non lo è più. In Italia circa il 30% delle persone dorme meno del necessario e una su sette dichiara di dormire male, mentre tra i giovani la qualità del riposo è spesso ancora più fragile.

Tra i più giovani il quadro è ancora più evidente. Uno studio multicentrico condotto su studenti universitari italiani ha rilevato una media di 6,89 ore di sonno per notte, con oltre il 54% degli intervistati che presenta una qualità del sonno scarsa.

A incidere non sono solo stress e ritmi irregolari, ma anche nuove abitudini digitali. Sempre più persone rimandano il momento di andare a dormire restando agganciate allo smartphone tra social, video brevi, notifiche. Un comportamento che alcuni osservatori iniziano a definire sleepscrolling: lo scorrimento compulsivo di contenuti proprio nelle ore che dovrebbero essere dedicate al riposo. La ricerca scientifica conferma il fenomeno: numerosi studi mostrano come l’uso serale dei dispositivi digitali sia associato a ritardi nell’addormentamento, minore durata del sonno e peggior qualità del riposo.

Ma non è solo una questione di tecnologia. Negli ultimi anni anche il contesto informativo ha iniziato a pesare sul riposo: l’esposizione continua a notizie ad alto impatto emotivo e crisi internazionali può mantenere il cervello in uno stato di allerta prolungato, rendendo più difficile “spegnere i pensieri” prima di dormire.

E proprio mentre cresce questa fragilità del sonno, si avvicina anche uno degli eventi che ogni anno altera temporaneamente i ritmi biologici di milioni di persone: il cambio dell’ora, che comporta un piccolo “jet lag sociale” e può rendere più difficile addormentarsi nei giorni successivi. Per questo, in occasione della Giornata Mondiale del Sonno (13 marzo) Olimpoflex – startup italiana che si occupa di benessere del riposo – ha raccolto una guida pratica con alcune strategie concrete per migliorare la qualità del sonno e affrontare anche i cambiamenti di ritmo legati al passaggio tra ora solare e ora legale.

La guida per dormire meglio – La difesa della “zona cuscino”

Uno dei fattori che più interferiscono con il sonno è l’attivazione mentale nelle ore serali. Smartphone, social e notizie continue mantengono il cervello in uno stato di allerta proprio quando dovrebbe iniziare a rallentare. “Il problema non è solo quanto dormiamo, ma come arriviamo al momento di dormire. Oggi il sonno è messo sotto pressione da una somma di micro-abitudini quotidiane: schermi accesi fino a tardi, routine irregolari, contenuti iperstimolanti. Ritrovare il sonno significa prima di tutto ricostruire uno spazio mentale di decompressione”, spiega Andrea Valente, Founder di Olimpoflex. Per Valente, il modo più efficace per contrastare i disturbi del sonno è introdurre proprio una breve fase di decompressione prima di andare a letto. Anche solo venti o trenta minuti in cui ridurre la luminosità degli schermi, evitare contenuti troppo stimolanti e dedicarsi ad attività più tranquille può aiutare il cervello a entrare gradualmente nella fase di riposo.

Allo stesso tempo è utile difendere quello che gli esperti chiamano “zona cuscino”: il letto dovrebbe restare uno spazio dedicato quasi esclusivamente al riposo, evitando di trasformarlo nell’ultima estensione della giornata lavorativa o digitale.

Andrea Valente, Founder di Olimpoflex

Il download mentale

Un altro fattore spesso sottovalutato è la ruminazione mentale. Pensieri ricorrenti, impegni del giorno dopo o preoccupazioni possono mantenere attiva la mente anche quando il corpo è stanco. Una tecnica semplice suggerita dagli esperti del sonno di Olimpoflex è il cosiddetto download mentale serale: scrivere su un foglio pensieri, idee e attività del giorno successivo prima di andare a letto. Questo gesto aiuta il cervello a “chiudere i cicli aperti” e favorisce l’addormentamento.

Preparare il corpo al cambio dell’ora

Il passaggio tra ora solare e ora legale è un piccolo shock per l’orologio biologico. Anche una variazione di un’ora può alterare temporaneamente il ritmo circadiano. Secondo Olimpoflex, il modo migliore per affrontare il cambio dell’ora è preparare gradualmente il corpo nei giorni precedenti. Anticipare o posticipare di 10–15 minuti l’orario in cui si va a dormire per alcuni giorni può facilitare l’adattamento. Anche l’esposizione alla luce naturale gioca un ruolo importante: la luce del mattino aiuta a sincronizzare l’orologio biologico, mentre la sera è utile ridurre l’esposizione a fonti luminose intense.

Creare un ambiente di riposo intelligente

La qualità del sonno dipende anche dal contesto fisico in cui si dorme. Temperatura della stanza, luce e supporto del letto influenzano direttamente la capacità del corpo di rilassarsi e mantenere un sonno continuo durante la notte. Tra gli elementi più importanti ci sono una temperatura moderata della stanza, l’oscurità o la riduzione delle fonti luminose e un sistema letto adeguato alla postura. Materasso e cuscino giocano infatti un ruolo centrale: un supporto corretto per testa, collo e schiena aiuta a ridurre tensioni muscolari e può contribuire a limitare disturbi frequenti come il russamento o i micro-risvegli notturni.

Materassi in memory foam o modelli ibridi con molle insacchettate, ad esempio, permettono una distribuzione più uniforme del peso e possono aiutare a ridurre i punti di pressione durante la notte. Anche il cuscino ha un ruolo centrale. I cuscini in memory foam, progettati per adattarsi alla forma del collo e della testa, aiutano a mantenere l’allineamento della colonna vertebrale e a ridurre tensioni cervicali durante il sonno.

Monitorare il sonno senza ossessionarsi

Sempre più persone utilizzano smartwatch e applicazioni per analizzare il proprio riposo. Il monitoraggio del sonno può essere uno strumento utile se permette di capire quanto si dorme realmente, individuare abitudini che disturbano il riposo e migliorare gradualmente le proprie routine.

Diventa invece controproducente quando si trasforma in una forma di controllo costante che genera ansia da prestazione anche sul sonno. L’obiettivo dovrebbe essere utilizzare i dati come indicazione generale per migliorare le abitudini, senza trasformare il riposo in una performance da misurare ogni notte.

Divulgare il benessere del sonno

Accanto allo sviluppo di prodotti dedicati al riposo, Olimpoflex ha creato anche un progetto divulgativo sul sonno. Il volto di questa attività è Dottor Olimpo, il personaggio digitale con cui la startup racconta sui social i temi legati al benessere del sonno. Attraverso video e contenuti informativi, il Dottor Olimpo spiega in modo semplice e accessibile come funzionano i meccanismi del riposo, raccogliendo negli ultimi mesi milioni di visualizzazioni su piattaforme come TikTok e contribuendo a diffondere una maggiore cultura del sonno tra giovani e adulti. “Il sonno sta diventando sempre più una nuova frontiera del benessere contemporaneo: dopo anni in cui abbiamo imparato a monitorare passi, calorie e attività fisica, sempre più persone stanno iniziando a capire che la qualità della vita passa anche e soprattutto da come dormiamo”, conclude Andrea Valente.

Exit mobile version